di
Ceaare Giuzzi e Pierpaolo Lio

I legali hanno depositato 5 consulenze e una memoria specifica. Secondo l’esperto, il piede dell’indagato sarebbe a pianta troppo «larga». E poi l’analisi sul Dna contestata e la richiesta di trascrivere le intercettazioni

Un lavoro iniziato lo scorso ottobre e concluso solo nelle ultime ore dopo aver analizzato le carte depositate dalla Procura. Cinque consulenze e una memoria specifica per «contestare» gli ormai famosi soliloqui di Andrea Sempio. Ma nessuna richiesta di interrogatorio davanti ai pm. Se ne parlerà semmai davanti al giudice durante l’udienza che dovrà decidere sul rinvio a giudizio che sarà richiesto dalla Procura.

La difesa di Sempio, il 38enne accusato dalla procura di Pavia di omicidio aggravato per l’uccisione di Chiara Poggi, punta tutto sulla consulenza affidata a Giacomo De Angelis, esperto nella produzione di scarpe, per «smontare» la compatibilità tra il piede dell’indagato e le 25 tracce a pallini rilevate sulla scena del crimine e considerate l’impronta lasciata dal killer. In sostanza il piede di Sempio sarebbe a pianta troppo «larga» per quel tipo di scarpa. Un elemento che, secondo i legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti, se provato basterebbe ad escludere Sempio dal delitto. Anche se le ultime consulenze della Procura affidate al Ris hanno, in realtà, messo in dubbio addirittura l’identificazione di quella traccia, data per certa nelle ricostruzioni dei processi a Alberto Stasi (condannato a 16 anni), in una scarpa Frau numero 42.



















































Tra le consulenze della difesa c’è anche un’integrazione sul Dna affidata a Marina Baldi che prende spunto da uno studio pubblicato nelle ultime settimane nel quale si afferma che in presenza di un campione misto sia impossibile identificare un singolo aplotipo Y. Al dattiloscopista Luigi Bisogno il complesso compito di replicare alle consulenze firmate dal duo Caprioli-Iuliano sull’impronta «33». Per il consulente della difesa il criterio utilizzato per le nuove analisi dei pm non sarebbe in linea con i criteri utilizzabili. Una questione di metodo, quindi. Su questo punto i pm, pur in presenza di 15 minuzie sulle 16-17 richieste, sottolineano invece la presenza di alcuni tratti rari che identificherebbero con «certezza» Andrea Sempio.

Poi ci sono le consulenze medico-legali e sulla Bpa. Gli avvocati hanno chiesto a Sabino Pelosi di affrontare i temi della lesività dei colpi, l’orario del decesso e la presenza di ferite da difesa attiva, assenti secondo il consulente. Stessa tesi sostenuta dall’ex poliziotto Armando Palmegiani in base all’analisi della scena del crimine. La consulenza personologica affidata a Valentina Marsella (moglie di Palmegiani) non sarà invece depositata perché prima i legali presenteranno un’istanza per non acquisire quella del Racis.

Infine tocca ai soliloqui. I legali hanno annunciato che presenteranno corpose registrazioni di podcast e contenuti social nei quali, in epoca compatibile, si parlava pubblicamente degli stessi argomenti (pennetta, macchie di sangue, video). «Non sono una confessione, ma semplici commenti», spiegano gli avvocati che comunque per prima cosa chiederanno al giudice di nominare un perito per trascrivere quelle intercettazioni: «Il contenuto è a tratti incomprensibile, in altri casi ci appare travisato o riportato in modo non chiaro».


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26 maggio 2026