Crollato al numero 855 dopo un infortunio che capita solo ai bodybuilder, l’australiano a Parigi ha vinto in rimonta contro Atmane un match lungo 4 ore e 20′: “La mia situazione non è normale. E non ho nessuno con cui parlarne…”
Pellegrino Dell’Anno
26 maggio – 13:08 – MILANO
Una prima vincente, lo sbalordimento del pubblico, il crollo a terra e le lacrime sfiorate. Questi i fotogrammi del match point che ha permesso a Thanasi Kokkinakis di battere Terence Atmane dopo 4 ore e 20 di lotta. 7-5 al quinto, rimontando due volte un set di svantaggio in una battaglia in pieno spirito Slam. Su un campo secondario del Roland Garros, con atmosfera da Coppa Davis. Era difficile immaginare un palcoscenico migliore per il grande rientro dell’australiano, ai nastri di partenza del torneo da n.855 Atp. In tabellone grazie al ranking protetto, Kokkinakis non vinceva una partita su terra nel circuito maggiore proprio dal Roland Garros 2024. Al quinto set, contro Giulio Zeppieri, ma sempre in rimonta. D’altronde la carriera, come la vita di Thanasi, è stata una continua battaglia: prima contro le aspettative, poi contro sé stesso e gli infortuni. E dopo un ennesimo calvario, di quasi due anni, e il trapianto di un tendine della spalla, potrebbe aver trovato un po’ di pace.
Percorso—
Non è iperbolico: Kokkinakis, nel braccio, ha il tendine d’Achille di un morto. Si è infatti tagliato metà del muscolo pettorale, per alleviare un dolore che gli impediva di esprimere al meglio il suo gioco. Un intervento azzardato, un rischio mai corso prima a livelli così alti. Ma che sembra aver dato i suoi frutti. In primis per la tranquillità fisica di Thanasi, e ora anche con dei buoni dividendi in campo. Non è stato facile arrivare a questo punto, come ha raccontato in conferenza stampa: “La mia situazione fisica non è normale. E la cosa più difficile è che non avevo nessuno con cui parlarne. Mi ero confrontato addirittura con il medico di Nadal, e neanche lui sapeva nulla. Ho avuto un infortunio simile a quello di un bodybuilder, qualcosa mai capitato prima ad un tennista”. L’ennesimo stop, che per molti avrebbe potuto essere l’ultimo, ha spinto l’australiano a provarci ancora una volta. Ma non con leggerezza.
Preoccupazioni—
D’altronde è una situazione nuova per tutti. Con cui combattere e cercare di abituarsi: “Sto cercando di capire qual è la mia nuova normalità. Imparo cose nuove ogni giorno, e cerco di capire come migliorare. È la prima cosa a cui penso quando mi sveglio. Mi sta consumando la vita. È dura mentalmente, perché molte volte quando sto giocando contro l’avversario non mi interessa, spero solo che il braccio stia bene. Ed è strano andare in campo e pensare che l’avversario sia secondario”. Una situazione inusuale, ma che ben racconta la delicatezza del fisico, e lo stress, di Kokkinakis. Che di recente ha compiuto 30 anni, avvicinandosi di fatto alla fase discendente della vita da tennista. Ma comunque, come ammette anche lui stesso, sentendosi ancora giovane nella mente. Consapevole degli anni che passano ma con neanche una stagione intera completata alle spalle: esperienza in tour, ma con troppe poche partite. Con l’obiettivo di scrivere un lieto fine.
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Redenzione—
Il Roland Garros è lo Slam che ha dato più soddisfazioni in singolare all’australiano (campione in doppio all’Australian Open con Kyrgios), con tre terzi turni, il primo addirittura nel 2015. Quando gli anni erano 19, le speranze tante, il fisico integro. Undici anni dopo, con più rughe sul volto, un fisico più pesante e una mente densa di preoccupazioni, Thanasi ci sta provando un’ultima volta. Ha vinto una partita che non avrebbe dovuto vincere, giocando benissimo al servizio e trovando grande profondità e costanza con il dritto. Un’ultima conferma di aver dato tutto. Ma senza farsi illusioni eccessive: “Ho affrontato alcune giornate intense per arrivare a un punto in cui posso fidarmi, almeno in parte, del mio braccio in una partita lunga. Ho fatto tutto il possibile, e se non basta, non basta. Ho detto al mio team che giocherò fino all’Australian Open 2027. Se le cose non andranno bene, allora probabilmente per me sarà finita. Ma giornate come quella di oggi mi danno speranza che probabilmente non sarà così, e che potrò continuare a lottare”. A Parigi, intanto, lo ha fatto e lo farà: al secondo turno affronterà Carreno Busta, non un incontro impossibile. Per provare a sognare ancora, per tornare a vincere due partite di fila a questi livelli. Per onorare fino in fondo un fisico tormentato, a cui Kokkinakis sta chiedendo un ultimo sforzo, per un’ultima soddisfazione. Comunque vada, la vittoria contro Atmane in quel modo val bene una cartolina dalla Francia.
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