di
Simona Marchetti
Per due giorni il rapper ha scelto di essere semplicemente Gennaro Amatore e di raccontarsi senza filtri a Nicolò De Devitiis, rivelando il suo passato difficile
Ha messo da parte il nome d’arte di Samurai Jay e per un giorno ha scelto di essere semplicemente Gennaro Amatore con i suoi ricci selvaggi e quel sorriso sincero che arriva dritto al cuore. Rivelazione dell’ultimo festival di Sanremo con “Ossessione”, il rapper si è raccontato a Nicolò De Devitiis che per due giorni lo ha seguito in giro per il suo paese, Mugnano di Napoli e poi fino in cima al Vesuvio: ne è uscito un personalissimo servizio de “Le Iene” nel quale “Gennaro” si è raccontato senza filtri. «Ero grosso, strano, diverso – ha esordito il cantante, commentando una sua foto – e ho sofferto di anoressia e bulimia. Sei mesi prima di quella foto pesavo 105 chili. Avevo smesso di mangiare. Se mangiavo un pezzo di pane, correvo a vomitarlo. Facevo finta di mangiare davanti a mia madre e poi mi chiudevo in bagno. Continuavo a vedermi grasso. In sei mesi ho perso più di 40 chili, perché avevo smesso di mangiare. Venivo bullizzato per il mio corpo, ma anche perché ascoltavo altra musica e avevo un’attitudine diversa. In un paese è difficile essere diverso».
Ed è proprio ripensando agli episodi di bullismo di cui è stato vittima che il racconto si fa ancora più intenso e più crudo. «Fuori dalla metro o nei corridoi della scuola mi accerchiavano e mi picchiavano…- ha continuato il rapper – . Non ho mai reagito. Dalla rabbia e dalla collera io rimanevo interdetto. Non sono mai riuscito a dare uno schiaffo o un pugno. Mi accerchiavano in cinque o sei e mi davano calci e pugni». Arrivare al punto di rottura è stata quasi una logica conseguenza a tutto quello che stava vivendo. «Una volta svenni mentre portavo una cassa d’acqua a una cliente. Se non mangi, hai i valori sballati e lì ho avuto molta paura. Non è una cosa normale rischiare di morire, perché non mangi, perché ti vedi grasso», ha spiegato Gennaro, prima di confessare di aver attraversato anche una fase di autolesionismo che nel 2021 lo ha spinto ad andare in terapia.
«Ho avuto una fase di autolesionismo. Sono arrivato a farmi del male. Ho ignorato la terapia nel 2021, ma è finita malissimo. Non ero pronto… “Dottoressa se mi ascolta, mi dispiace per com’è finita, non ero pronto. Mi scusi”», ha detto il cantante rivolgendosi alla dottoressa che lo aveva preso in cura. A salvarlo – letteralmente – è stata la musica. «Quando questi pensieri entrano nel cervello, pensi che siano la realtà – ha ammesso non a caso Samurai – . La musica mi ha salvato, ero un cadavere con due gambe, mi hai visto. La musica mi ha dato un motivo per non mollare e mi ha dato la sfacciataggine di dire al mondo la mia. Samurai Jay è la facciata che Genny si è creato per essere sfacciato, ma in alcune canzoni esce fuori davvero chi sono».
A chiusura dell’intervista, l’artista ha voluto mandare un messaggio ai fan. «Non c’è niente di sbagliato nel chiedere aiuto. Io non ne avevo mai parlato così lucidamente, neanche con i miei amici. Ma riguardare quelle foto mi fa capire che basta poco. Io pensavo di averla superata, ma ti rendi conto che basta fare una chiacchierata così, che ti si riapre tutto. Penso che devo tornare in terapia dopo questa puntata». Un appello che ha poi ribadito anche in una storia di Instagram. «Non sono mai stato così Genny davanti a una telecamera – ha scritto il rapper nel post – . Ripercorrere alcune ferite del passato mi ha fatto rendere conto di quanto sia importante usare l’esposizione che, ad oggi, ho la fortuna di avere per veicolare messaggi importanti come quelli trattati in questo servizio, essendoci passato io in primis. Vi voglio bene, ricordatevi che non siete mai soli».
26 maggio 2026
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