Un tracollo, dalla 16esima posizione alla 73esima posizione. Il Polesine cade giù, di 57 scalini, nella classifica della qualità della vita degli anziani. Quello che, l’anno scorso, sembrava essere un punto di forza della provincia di Rovigo, si rivela ora un suo tallone d’Achille.

E’ la fotografia, impietosa, scattata dalla sesta edizione dell’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita declinata nei tre indici generazionali, bambini, giovani e anziani. La posizione più bassa il Polesine la ottiene nella classifica della qualità della vita dei bambini, peggiorando ulteriormente il punteggio già non esaltante dello scorso anno e scivolando dall’80esima all’83esima posizione. Ma che questa terra non sia una “terra per bambini”, purtroppo, si è capito da tempo, visti anche i tassi di natalità.

Quello che sorprende è che, se da una parte migliora la posizione nella classifica per quanto riguarda la fascia dei giovani, considerando la popolazione fra i 15 e i 35 anni, con sette posizioni guadagnate, dalla 58esima alla 51esima, in modo un po’ inatteso, peggiora, drasticamente, la posizione nei servizi agli over 65.

In Veneto, per i bambini, Vicenza è 21esima, Verona 23esima, Belluno 30esima, Padova 38esima, Venezia 40esima, Treviso 42esima. Per i giovani Verona 16esima, Belluno 31esima, Padova 33esima, Vicenza 55esima, Venezia 63esima, Treviso 75esima. Per gli anziani Verona è quinta, Padova 11esima, Vicenza 29esima, Treviso 30esima, Venezia 38esima, Belluno 71esima.

In realtà, dietro all’inciampo di Rovigo sul fronte over 65 c’è anche una spiegazione che va oltre i demeriti polesani: in questa edizione i curatori della classifica hanno introdotto cinque nuovi indicatori per ciascuna delle tre graduatorie, da 15 a 20, con un arricchimento della base dati che, come si precisa su Lab24, “rende di fatto impossibile il confronto con i risultati dell’anno precedente”. Anche se le voci non sono perfettamente sovrapponibili, lo scivolone del Polesine sul fronte degli anziani è comunque clamoroso.

Eppure, guardando agli indicatori della classifica della qualità della vita degli anziani, resta l’ottimo risultato sul fronte dei servizi sociali comunali con un 20,1% di utenza over 65, che vale la settima posizione nella sottoclassifica, così come è più che positiva la 13esima posizione per quanto riguarda la percentuale delle persone sole sul totale dei nuclei familiari, il 34,4%, ma anche la 15esima per posti letto nelle Rsa ogni mille over 65, pari a 36,9, il 18esimo posto per gli infermieri e il 19esimo per le biblioteche. A tirare verso il basso il punteggio complessivo, sono soprattutto i nuovi indici relativi alle distanze: 103esimo posto per servizi sanitari e di assistenza a 15 minuti, centesimo posto per servizi per la persona a 15 minuti e stessa posizione per servizi del commercio a 15 minuti. Peggio ancora, con la posizione numero 105, per il trasporto anziani e disabili, misurato sulla spesa degli enti pubblici per ogni abitante di 65 anni e più. In questo caso, però, si potrebbe anche ribaltare il risultato negativo, perché in realtà in provincia è forte il contributo del volontariato in questo ambito.

Inferiore alla media nazionale, l’importo medio delle pensioni di vecchiaia, calcolato sul 2023, 20.668,6 rispetto a 21.108,8, indice che vale la 62esima posizione, mentre la partecipazione civile, misurata sui dipendenti non profit di 50 anni e oltre, la 72esima. Male sul consumo di farmaci: 73esima posizione per utilizzo di quelli per depressione, 83esima di quelli per malattie croniche. C’è poi il 69esimo posto per gli orti urbani e lo stesso posto per i posti letto per specialità ad elevata assistenza, il 72esimo per l’assistenza domiciliare degli enti pubblici, il 74esimo per speranza di vita, il 79esimo per l’esposizione all’inquinamento acustico. Prima metà della classifica, invece, per numero di geriatri in rapporto alla popolazione, 40esima posizione, e medici specialisti, 45esima.

Nella classifica dei bambini, anche in questo caso c’è il peso delle distanze, con i servizi di prossimità a 15 minuti che valgono la posizione numero 102 nella sottoclassifica, ma è addirittura la posizione numero 103 per la spesa sociale per famiglie e minori e anche per il numero di infermieri pediatrici. Maluccio anche per “parenti su cui contare”, 99esima posizione, e per finanziamenti Pnrr per l’istruzione, 98esima. E se per le rette della mensa nel capoluogo misurata come incidenza sul reddito medio Rovigo è 47esima, per edifici scolastici con la mensa, il 19,3% rispetto a una media di 38,7%, il Polesine è in 96esima posizione. Ma se si guarda alle palestre, ce l’ha il 35% delle scuole rispetto alla media nazionale del 38,1% e la posizione è la 67esima. Superiori alle medie nazionali, invece, i giardini scolastici, 14,9 metri quadrati per ragazzo rispetto a 12,5, 36esima posizione e il verde attrezzato che vale la 18esima posizione con 51,8 metri quadrati rispetto a 37,1. Buono anche il risultato della copertura degli asili nido, 29esima posizione con 41,6 posti ogni bambino fra 0 e 2 anni, rispetto a una media nazionale di 33,6, anche se per i bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia il Polesine scivola al 47esimo posto ed è al 62esimo posto per partecipazione al sistema scolastico dei bambini 4-5 anni. Metà classifica per il sottoindice “sport e bambini”, 51esima posizione, mentre sul fronte della preparazione bene il il 37esimo posto per la competenza numerica e il 40esimo per quella alfabetica.

Guardando ai dati demografici, il Polesine è 63esimo per tasso di fecondità, con 1,1 figli per donna, in linea con la media nazionale. Mentre, passando alla classifica dei giovani, è 18esimo per età media al parto e 68esimo per quoziente di nunzialità.

Bene la 22esima posizione per “soddisfazione per il proprio lavoro”, e discreta anche la 47esima posizione per disoccupazione giovanile, 8,7% rispetto alla media nazionale dell’11,7%, seppure per Neet, i giovani che non lavorano e non studiano, sia in 58esima posizione, 12,8% rispetto a 14,9% e per trasformazioni a tempo indeterminato scivoli al 68esimo posto. Addirittura centesimo posto, poi, per imprenditorialità giovanile.

Il dato peggiore, però, è la posizione 107 per “amici su cui contare”. Senza contare che il Polesine è in 98esima posizione per i concerti e in 97esima per servizi del tempo libero a 15 minuti, seppur in 40esima per “spettacoli – locali e organizzatori”. Male anche la percezione di insicurezza, 99esima posizione, mentre è buona la 22esima posizione per i canoni di locazione nel capoluogo, in rapporto al reddito disponibile pro capite, ma anche la 28esima posizione per gli amministratori comunali under 40 e la 46esima per partecipazione civile. Il risultato migliore di tutte le classifiche, però, è la quinta per le aree sportive nel capoluogo, con 37,2 metri quadri per residente 18-35 anni rispetto alla media nazionale di 12,1.