Decisivo il gol dell’attaccante dell’Empoli a inizio ripresa: i ragazzi di Franceschini iniziano col piede giusto. Nel finale, annullato il pareggio dei francesi per fuorigioco
Pietro Scognamiglio
26 maggio 2026 (modifica alle 15:47) – MILANO
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La strada che separa l’Europeo U17 dal calcio dei grandi, negli ultimi tempi, è meno lunga di quanto si possa pensare. Nel 2024 l’Italia di Massimiliano Favo vinceva questo torneo con la doppietta in finale di Francesco Camarda, mentre solo un anno fa Samuele Inacio era la stella degli azzurrini che si sono fermati in semifinale sempre contro il Portogallo (arrivando poi terzi al Mondiale di categoria). Proprio mentre Camarda e Inacio viaggeranno in Grecia e Lussemburgo con la Nazionale sperimentale di Silvio Baldini, i loro quasi coetanei (è il gruppo dei 2009, con un paio di 2010) sono in Estonia per togliersi soddisfazioni. A livello giovanile, si sa, partiamo sempre tra i favoriti. Uno status che l’Italia di Daniele Franceschini legittima già al debutto: a Tallin, infatti, arriva il successo di misura (1-0) sulla Francia vice campione d’Europa in carica, come al solito ricca di talento e atletismo (5 vittorie e un pareggio nelle qualificazioni). Ma gli azzurrini non sono da meno. Decisivo al 54’ il gol di puro opportunismo di Diego Perillo, attaccante dell’Empoli, che approfitta di un’uscita a vuoto di Decrenisse punendolo a porta sostanzialmente vuota.
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la partita—
Nel contesto di una gara molto equilibrata, la rete premia l’Italia che nel primo tempo aveva comunque avuto le occasioni migliori: due volte proprio con Perillo (una girata al volo alta di poco), poi con un gol fantasma su sviluppo di calcio d’angolo (non c’è tecnologia, ma dopo 11’ Decrenisse sembra parare oltre la linea della sua porta). Franceschini disegna un 4-3-1-2 compatto ma a propensione verticale: Diallo e Varali (entrambi del Parma) formano una coppia difensiva veloce e muscolare che sa lasciarsi anche campo alle spalle, il capitano Biondini è play dinamico che non rallenta il gioco, Corigliano un trequartista moderno che non dà riferimenti. L’unico vero rischio lo corriamo proprio in apertura, quando il portiere Lupo pasticcia con i piedi e il temuto Gadou (5 gol nelle qualificazioni) gli va addosso sfiorando il palo. Un brivido iniziale, ma poi l’Italia tiene bene con l’equilibrio giusto per non esporsi alle veloci ripartenze avversarie. La partita, preparata evidentemente al meglio, gira sugli episodi e i ragazzi di Franceschini hanno il merito di indirizzarli dalla propria parte. Allenando anche la percezione del pericolo, in un finale interpretato sapendo soffrire con le linee più strette a protezione del vantaggio (annullato il pari di Munongo per un tocco di mano nell’immediatezza, poi Lupo scaccia dalla porta un velenoso tiro-cross di Becker). Visto che si qualificano le prime due del girone, sembra già un bel passo verso le semifinali: venerdì col Montenegro (unica squadra capace di battere l’Italia nelle qualificazioni) e lunedì con la Danimarca gli altri due impegni.
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