di
Marco Bonarrigo

La maglia rosa fa il vuoto e allunga in classifica: quarta vittoria in questa edizione. Giornata nera per l’italiano, il suo Giro potrebbe essere finito

Vincendo con il minimo sforzo la Bellinzona – Carì, sedicesima tappa tutta elvetica del Giro d’Italia 109, Jonas Vingegaard ha messo il sigillo sulla corsa rosa prima ancora che questa arrivi sulle Dolomiti. Lanciato dal compagno italiano Piganzoli, il danese è scattato a 6.600 metri dal traguardo di una frazione brevissima (113 chilometri) e nessuno ha nemmeno provato a stargli a ruota. Sul traguardo Vingo ha staccato di 1’09” l’austriaco Gall, di 1’11” Hindley, 1’18” Gee e di 1’34” lo stesso Piganzoli.

Abissali i distacchi in classifica generale. Jonas conduce 4’03” su Gall, 4’27” su Arensman, 5’00” su Hindley e 5’40” sull’ex maglia rosa Eulalio che resta in maglia bianca. Piganzoli è ottavo a 7’57” e secondo nella graduatoria dei giovani.



















































Giornata nera, nerissima per Giulio Pellizzari, completamente alla deriva all’inizio della salita. Il marchigiano è rimasto completamente solo (la squadra si è giustamente dedicata a Hindley) ed è arrivato al traguardo con un distacco abissale, più spaesato che distrutto: 18 minuti. Le condizioni di salute del corridore della Bora andranno valutate con attenzione, il suo Giro potrebbe essere finito. «Ero a tutta dal primo chilometro, mi sono rialzato speriamo di recuperare nei prossimi giorni. Ho tenuto duro anche troppo, con queste gambe non posso pensare a una vittoria di tappa» ha spiegato Giulio.

«C’era l’opportunità di fare bene in zone che conosco bene – ha spiegato Vingegaard, che ha praticamente vinto anche la classifica di miglior scalatore – e ne ho approfittato per vincere. Sto migliorando tappa dopo tappa qui al Giro e non voglio fermarmi a quattro vittorie».

26 maggio 2026 ( modifica il 26 maggio 2026 | 17:43)