Possibile sacrificio di uno fra Bremer, Cambiaso, Thuram e Conceiçao, ma l’ad bianconero Comolli è chiamato a generare valore dai calciatori in esubero per reinvestire. Senza contare su cessioni importanti di ragazzi della Next Gen  

Una sola certezza, un probabile sacrificio e una necessità impellente: colmare i 55-60 milioni di minori introiti a causa della mancata qualificazione alla Champions League con le cessioni. In attesa di appianare le divergenze con Luciano Spalletti, Damien Comolli ha ben chiaro quale sarà il suo obiettivo primario nella prossima sessione di mercato: vendere bene. Per poi avere margine per reinvestire nell’ottica di far tornare la Juve vincente nel breve termine. 

juve, addio al bancomat della next gen—  

La certezza è rappresentata da Kenan Yildiz, unico vero incedibile della rosa, il possibile sacrificio ha le fattezze di uno tra Bremer, Cambiaso, Thuram e Conceiçao, ma è sulle uscite degli esuberi e dei calciatori in bilico che l’ad bianconero si giocherà molto. Anche perché, non potrà più contare sul “bancomat della Next Gen”: dopo aver finanziato le operazioni in entrata con le ricche cessioni di Huijsen, Soulé, Fagioli e, nell’ultima sessione estiva, Mbangula e Savona, la Juve quest’anno non avrà giovani talenti da sacrificare. Per la prima volta da quando esiste la seconda squadra, infatti, nessun calciatore del settore giovanile è riuscito a debuttare in prima squadra in stagione. Così, a Comolli non resta che provare a ottenere il massimo da chi, quest’anno e non solo, ha deluso.

i casi di openda e koopmeiners—  

In ordine di difficoltà, l’operazione più complicata sarà riuscire a rimediare al sanguinoso obbligo di riscatto di Lois Openda, scattato con il raggiungimento del decimo posto da parte della Juve. Il belga, che ha realizzato appena 2 gol, ha giocato la miseria di 4 minuti nelle ultime 11 partite ed è stato tagliato dalla lista dei convocati del Belgio per i Mondiali, sarà a bilancio per quasi 37 milioni il prossimo 30 giugno, ma difficilmente piazzabile per una cifra simile dopo una stagione così deludente. Anche in considerazione dell’ingaggio da 4 milioni di euro netti all’anno. Più semplice potrebbe essere provare a convincere qualche club a puntare sul rilancio di Teun Koopmeiners, sebbene anche qui stipendio (4,5 milioni) e residuo contabile (31) riducano di molto il numero delle pretendenti. In entrambi i casi, la soluzione più probabile è un prestito con diritto o obbligo condizionato di riscatto.

Inter Campione d’Italia: abbonati alla Digital Edition + Poster Prima Pagina a 4,99€/mese

dove la juve può fare plusvalenze—  

In questo scenario, allora, è più prevedibile che si tenterà di cedere quei che hanno un valore a bilancio più basso: è il caso di Cabal (7,5 milioni), Di Gregorio (11) e Zhegrova (12), ma soprattutto Gatti (3,6), Miretti (prodotto del settore giovanile) o Jonathan David (arrivato a parametro zero), che potrebbero partire a titolo definitivo e, soprattutto, generare notevoli plusvalenze. Come accaduto nella scorsa stagione, quando, con le cessioni di Alberto Costa, Weah, Savona, Mbangula e Djalò, Comolli riuscì a ricavare oltre 30 milioni di plusvalore a bilancio. Quest’anno a maggior ragione, in assenza degli introiti della Champions, la Juve il budget del mercato dovrà costruirselo vendendo bene.