2026-05-26 12:09:25
Meloni, l’Ue gigante burocratico, miope quando deve far sentire la sua voce

«La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnoratici. L’Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria.

2026-05-26 12:08:21
Meloni a Confindustria, siamo squadra se lavoriamo per l’Italia

«Abbiamo dimostrato che anche quando si parte da posizioni diverse, ci si può a un certo punto scoprire una squadra se l’obiettivo che si persegue è lo stesso, ossia mettere la nazione nella condizione migliore per affrontare a testa alta le difficili sfide di questo tempo». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confindustria.

2026-05-26 12:08:06
Meloni, grazie a Confindustria, ha riconosciuto sforzi del governo

«Voglio cogliere questa occasione prima di tutto per dirvi grazie per il vostro lavoro perché se l’Italia è universalmente riconosciuta come la patria del bello, del buono e del benfatto è come sempre merito delle nostre imprese e dei lavoratori. L’orgoglio non si rivendica ma si dimostra. Si dimostra come la fiducia, il coraggio e la responsabilità. Voglio ringraziare il presidente Orsini e voi per l’aver riconosciuto gli sforzi del governo, non lo considero scontato» in un’epoca in cui a prevalere spesso “è lo scontro ideologico e le tifoserie». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria.

2026-05-26 11:32:06
Orsini sull’Ue, ‘serve svolta sul debito comune, sospendere gli Ets’

 Un mercato unico dell’Energia con la sospensione degli Ets ed anche la priorità del completamento dell’unione del risparmio e degli investimenti. «Ma non bastano energia e capitali, serve la svolta del debito comune per sostenere l’industria europea» senza però «nuove emissioni di debito europeo per finanziare la spesa corrente degli Stati». E’ ricco il capitolo dedicato all’Europa dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini all’assemblea 2026. «L’Europa – dice – deve cambiare strada e deve cambiare passo», dice. «Siamo molto preoccupati per le scelte dell’Europa in questi ultimi anni. Un punto su tutti – sottolinea -: Bruxelles non ha chiaro cosa significhi competitività”. «Noi crediamo nell’Europa», ribadisce. Per questo il leader degli industriali fa un richiamo alla competitività e alla necessità che ci sia una focalizzazione dell’industria di base europea. «E’ evidente – dice tra l’altro – che molti Stati continuano a credere di potercela fare da soli. Ma è un’illusione». Sulle cose da fare Orsini indica tre leve prioritarie: «un vero mercato unico dell’energia. un verso mercato unico dei capitali del risparmio, un debito comune per finanziare una vera poltiica industriale Eurpea». Sugli Ets viene chiesta «la sospensione perchè sappiamo che i tempi europei per una revisione fficace sono troppo lunghi. Sospenderlo significa permettere una revisione migliore, ma anche evitare che nel frattempo altre fabbriche siano costrette a chiudere o a delocalizzare».  Il presidente di Confindustria ha argomentato portanto dati ed esempi. «L’Europa ha perso 250mila occupati nella manifattura che si traducono in un milione di occupati in meno nell’indotto – ha ricordato Orsini – È avvenuto perché non facciamo politiche per mantenere l’industria nel nostro Continente, al contrario la spingiamo ad andarsene e a delocalizzare. Nell’ultimo biennio abbiamo assistito a un vero e proprio smottamento del sistema industriale europeo». Orsini ha poi sottolineato che «siamo soffocati dall’assenza di competitività e dalle fragilità che ogni giorno aumentano. I numeri lo confermano. Negli ultimi 25 anni la quota di PIL mondiale prodotta dall’Unione Europea è scesa di circa 7 punti percentuali: in cifre assolute significa che, mantenendo invariata la quota sul Pil globale, l’Europa ha perso oltre 7mila miliardi di euro di Pil, in gran parte finiti all’industria cinese». Il presidente di Confindustria ha portato anche l’esempio dell’impatto che l’aumento dei costi provoca sul territorio italiano. «Tutta l’industria di base europea è sotto pressione per il costante aumento dei prezzi della produzione: carta, cemento, ceramica, chimica, costruzioni, metallurgia, siderurgia, vetro. Si tratta di questioni vitali che ci riguardano direttamente. Prendiamo il distretto della ceramica, una realtà che conosco bene perché è la mia terra: una delle eccellenze italiane, una produzione pulita che paga un costo dell’energia superiore del 40% rispetto alla media europea e subisce la speculazione sull’Ets.

Sapete cosa significa? Che in cinque Comuni del distretto ceramico sono a rischio 40mila posti di lavoro».

2026-05-26 11:31:12
Orsini: cinque leve da muovere per rimettere le imprese al centro

Per «una crescita robusta», bisogna «reagire uniti e mettere gli imprenditori in condizione di fare il loro lavoro», metterli «nelle condizioni di crescere significa rafforzare il Paese». Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, chiedendo «responsabilità nazionale», declina la proposta degli industriali chiedendo di «muovere cinque leve per rimettere l’impresa al centro». Le elenca dal palco dell’assemblea annuale degli industriali: «energia; crescita dimensionale delle Pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della legge 231 sulla responsabilità amministrativa; risorse adeguate agli obiettivi». E ribadisce l’emergenza: «La prima leva è l’energia», per le imprese «il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale».

 

 

2026-05-26 11:30:53
Orsini: ora un patto con i sindacati contro i contratti pirata

 «Confindustria è tornata ad un dialogo diretto e continuo con le confederazioni sindacali. Abbiamo costruito una posizione comune affinché i contratti nazionali firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative diventino il punto di riferimento per tutti i lavoratori, in tutti i settori. E il governo ci ha ascoltato. Da questo binomio tra contratto ‘buono’ e salario ‘giusto’ può nascere un patto di responsabilità per superare i contratti pirata». Lo dice il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale. I contratti pirata, sottolinea, «deprimono redditi e diritti dei lavoratori e fanno concorrenza sleale a chi, come la manifattura, assicura migliori retribuzioni e migliore welfare aziendale». Orsini rimarca di essere «orgoglioso del lavoro comune avviato con i sindacati, che continua su molti altri punti, tra i quali il più importante è ancora la sicurezza sul lavoro. Oggi le principali confederazioni sindacali italiane sostengono in Europa priorità analoghe alle nostre, a partire dal tema dell’energia, per difendere industria e lavoro». Ma in Italia «resta aperta la questione salariale. Lo dico con chiarezza: noi da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla».

2026-05-26 11:30:25
Orsini: proposta sul fisco, riallocare 20 miliardi a crescita, sanità, scuola

«Lanciamo una proposta al Governo e alle parti sociali. Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola». Così il presidente di Confindustria Emanuele Orsini all’assemblea del 2026 chiede sul fisco «un atto concreto di responsabilità da compiere con decisioni condivise di maggioranza e opposizione». «Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico», aggiunge. L’Italia – spiega – è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati e ci sono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile. 

2026-05-26 11:29:59
Confindustria a politica e forze sociali: “Serve un grande atto di responsabilità”

«Noi imprenditori chiediamo a tutta la politica un grande atto di responsabilità fatto di scele ispirate a fiducia e coraggio», «coraggio politico», dice il presidente Emanuele Orsini dall’assemblea di Confindustria. «Queste scelte – dice – sono le fondamenta per tornare ad una crescita del 2% l’anno», che è «non solo necessaria ma possibile». Sono «sfide» che «richiedono a tutti noi un senso di responsabilità comune, forte e condiviso», una responsabilità «che riguarda le istituzioni e le forze politiche, le associazioni di imprese e i sindacati: l’intera società”. In sala il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Orsini avverte: «Se in italia e in Europa non saremo capaci di uno sforzo comune perderemo la nostra industria, ovvero il 15% del Pil e milioni di posti di lavoro»