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Alessandro Fulloni
L’audizione di Alice Di Vita è terminata alle 18. Quella di Gianni alle 21. Entrambi sentiti come persone informate sui fatti nell’inchiesta per la morte di Antonella e Sara, avvenuta poco dopo Natale per avvelenamento
Il papà è uscito alle 21. Sua figlia invece è verso le 18, dopo un’audizione durata circa due ore e trenta. Entrambi ascoltati dalla Mobile. Gianni, 55 anni, e Alice Di Vita, 18, sono entrati in Questura a Campobasso verso le 15 e 30, convocati come persone informate sui fatti che riguardano la morte, per un avvelenamento dovuto alla ricina, di Antonella e Sara, rispettivamente mamma e sorella di Alice. Gianni è stato sentito per la quarta volta, mentre per sua figlia è la terza. Una volta finito di ascoltare lei, è cominciata , a partire dalle 19, la verbalizzazione di lui. Gli accertamenti degli investigatori sul «giallo della ricina» dunque proseguono senza sosta.
Le nuove audizioni arrivano in una fase considerata particolarmente delicata dell’indagine coordinata dalla Procura di Larino, dopo mesi di sommarie informazioni testimoniali, analisi tossicologiche e accertamenti digitali su telefoni, modem e dispositivi sequestrati nella casa di Pietracatella.
Lunedì sera è stata interrogata anche «zia Isuccia», una donna di 92 anni, madre di un cugino di Gianni. Sarebbe stata proprio lei a preparare una torta per la vigilia di Natale, che è stata poi portata a tavola alla cena a cui però erano presenti una decina di parenti, nessuno dei quali è stato male.
Gli inquirenti hanno infatti allargato l’orizzonte delle indagini. La lente d’ingrandimento non si posa infatti solo sulla cena del 23, quella che a tavola vide Gianni, Antonella e Sara, ma non Alice, fuori per una pizza con amici. I sospetti cadono anche sui pasti successivi, quelli della Vigilia e di Natale. Questo perché le condizioni delle due donne si aggravarono nella notte tra il 25 e il 26. Un effetto dovuto alla ricina che secondo la letteratura scientifica può avere conseguenze letali anche nel giro di poche ore.
Gli investigatori starebbero lavorando all’incrocio tra testimonianze, cronologie dei fatti, relazioni familiari e dati emersi dalle recenti attività tecniche sui dispositivi elettronici. Oltre cento le persone ascoltate finora dagli investigatori, alcune anche più volte e alla presenza della procuratrice capo Elvira Antonelli.
L’inchiesta resta formalmente contro ignoti per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico. Gli investigatori continuano a concentrarsi sulla ricostruzione delle ultime ore trascorse da Antonella e Sara prima del peggioramento definitivo delle condizioni cliniche.
26 maggio 2026 ( modifica il 26 maggio 2026 | 21:38)
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