Entrato in punta di piedi nella scuola più famosa della tv italiana, è riuscito a farsi spazio con costanza e determinazione. Lorella Cuccarini lo ha preso nella propria squadra, lo ha fatto crescere e lo ha portato al Serale di Amici. Qui, è sbocciato riuscendo ad arrivare in finale e addirittura a vincere. Lui è Lorenzo Salvetti. 19 anni il prossimo 12 agosto, Lorenzo era un volto già noto a molti in quanto nel 2024 aveva partecipato a X Factor nella squadra di Achille Lauro (il quale gli ha recentemente dedicato alcune toccanti parole). Ma è nel programma condotto da Maria De Filippi che ha trovato la sua dimensione migliore (“ero troppo piccolo, avevo bisogno di crescere”, spiega). E adesso ha pubblicato il suo primo EP dal titolo “Stupida Vita”. L’intervista.
Stai portando il tuo disco in giro con gli instore. C’è un incontro che ti ha colpito particolarmente?
“Sì, è accaduto a Roma. Un ragazzo mi ha portato uno spartito di pianoforte, proprio uno di quelli che si imparano all’inizio. Mi ha chiesto di autografarlo perché lui aveva iniziato a studiarlo per me, dopo avermi seguito ad Amici. Sono rimasto sorpreso, che bello”.
A proposito. Tu, e non tutti possono vantarsene, la musica la conosci davvero.
“Tanto e ne vado fiero. Lo studio della musica classica è un percorso duro che però poi ripaga. A casa ascoltiamo di tutto, anche il rock. I miei genitori hanno trasmesso questa passione a me e anche a mio fratello, che è batterista”.
Che ricordo hai di X Factor e perché ad Amici è andata meglio?
“Bellissimo. Lì probabilmente ero meno consapevole, più piccolo. Sicuramente questo ha influito e quest’anno, ad Amici, ero più focalizzato. Ma comunque sono state due esperienze molto diverse. Le porto entrambe nel cuore”.
Perché hai scelto ‘Stupida Vita’ come brano che ha dato nome all’EP?
“Perché quella canzone per me è importante, è nata in un periodo molto bello. Racchiude tante parti di me, quando c’era da scegliere il titolo non ho avuto dubbi”.
Che effetto fa che ora le persone ascoltano e acquistano il tuo primo album?
“A volte me lo chiedo anch’io (ride, ndr). La musica prima la tenevo molto per me, il pensiero che ora io possa condividerla con tante persone mi fa davvero piacere, vuol dire che qualcosa si trasmette”.
Inizialmente l’ansia ti aveva sopraffatto. Quando sei riuscito a toglierti i pesi e goderti veramente il Serale di Amici?
“Credo in finale, quando ho visto che avevo superato il ballottaggio con Angie (cantante, ndr). Lì mi sono ricordato della promessa che avevo fatto ai miei genitori: divertirmi e basta”.
C’è un consiglio di Maria De Filippi che porterai sempre con te?
“Maria mi diceva di tirare fuori il carattere che ho. Mi ha aiutato. A volte quando canto non lo faccio vedere, ho paura del giudizio. D’altronde era comunque una competizione…”.
Ora che sei più esposto mediaticamente, ti pesa la popolarità?
“Non la vivo come un peso. Mi fa piacere finché non va a invadere proprio i miei lati più riservati e intimi, ma in generale per me non è un problema. Anzi, mi fa piacere poter condividere”.
Durante il percorso hai mostrato due lati diversi di te: quello più romantico nelle ballad, quello più attivo sui pezzi ritmati. Quale senti più tuo?
“In questo momento il secondo. Ho bisogno di divertirmi e di qualcosa di fresco”.
Hai studiato teatro da bambino. Quanto ti ha aiutato?
“Fa parte di me, l’ho fatto per metà della mia vita. Cerco sempre di essere naturale sul palco, anche durante le interpretazioni non mi viene da metterci il pathos che potrei mettere nell’Amleto, per fare un esempio”.
Cosa ti direbbero, oggi, i tuoi compianti nonni a cui eri molto legato?
“Sarebbero stati felici e avrebbero apprezzato alcune cover che ho fatto. Penso a ‘Vedrai’ di Tenco. Sarebbero stati orgogliosi di me. Anzi, lo sono”.
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