di
Vera Martinella

Chi ne soffre oltre a pagare spesso un prezzo considerevole in termini di stress, deve affrontare anche problemi nella vita professionale e, più in generale, in quella di relazione

Una malattia dolorosa, dalla quale non si guarisce e che non si può nascondere. Un disturbo che provoca un prurito continuo e lascia segni imbarazzanti, visibili a tutti. Che ogni tanto molla la presa, ma poi torna a manifestarsi e spesso peggiora. L’eczema cronico delle mani è tutto questo e anche di più. Le conseguenze per chi ne soffre, infatti, superano di molto i confini «dermatologici», con un forte impatto sulla vita sociale e sul conto in banca di chi ne soffre.
«Lo vediamo tutti i giorni nei pazienti che vengono in ambulatorio e lo hanno dimostrato anche ampi studi scientifici internazionali, che hanno raccolto i dati di migliaia di persone – spiega Antonio Costanzo, vicepresidente della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMAST) –. L’eczema cronico delle mani può avere un impatto negativo su tutti gli aspetti della vita quotidiana e causare disagio, sentimenti di isolamento sociale e condizionare negativamente le relazioni personali. Come accade per altre malattie della pelle (ad esempio la psoriasi) moltissimi pazienti pagano, così, un prezzo alto con stress, ansia, depressione». 

Sintomi ansiosi per il 55% dei pazienti

Del resto è facilmente comprensibile: le mani sono centrali nelle interazioni umane. Una stretta di mano è il primo saluto, anche con gli sconosciuti. E se la pelle è arrossata, ispessita, piena di vescicole la vergogna può essere grande.
Una ricerca italiana, oltre dieci anni fa, metteva già in luce che circa il 55% dei pazienti con una forma severa di eczema alle mani e refrattaria (ovvero resistente) alle terapie soffriva di sintomi ansiosi e depressivi con conseguenze serie su benessere generale e perdita di produttività, preoccupanti soprattutto per i malati più giovani. 




















































Impatto sul lavoro e  sul portafogli

«L’impatto economico è grande e diffuso, ma se ne parla ancora troppo poco – sottolinea Mario Coccioli, Presidente dell’Associazione Nazionale Dermatite Atopica (ANDeA) –. Più del 70% dei pazienti con eczema di grado severo riferisce problemi nello svolgimento delle attività abituali, a causa di movimento limitato, difficoltà a toccare, difficoltà nella presa, soprattutto nelle faccende domestiche, sul lavoro e nella cura personale. Il che può comportare difficoltà nello svolgere le proprie mansioni a tal punto da perdere l’impiego, venire demansionati o penalizzati nella carriera, avere una significativa riduzione dello stipendio».
Anche su questo fronte, oggi, esistono delle statistiche: nell’ultimo anno, un terzo dei pazienti con eczema cronico delle mani di grado da moderato a severo ha usufruito di un congedo per malattia (35%), un quarto si dichiara non attualmente in grado di lavorare (25%) e il 5% ha rinunciato al lavoro a causa della patologia.

Sostanze irritanti e donne più esposte

«Sono percentuali considerevoli – continua Coccioli –. E bisogna ricordare anche che alcune professioni presentano un rischio maggiore l’eczema delle mani: in particolare dove è più frequente l’esposizione a sostanze irritanti e agenti chimici. Così la patologia risulta molto più diffusa, ad esempio, tra operatori sanitari, addetti alle pulizie o alla ristorazione collettiva, metalmeccanici».
A rischiare di più d’ammalarsi sono anche le donne (la patologia è più comune nel sesso femminile), le persone che già hanno una storia di dermatite atopica o che hanno sofferto di eczema nell’infanzia. A favorire e peggiorare il disturbo, poi, ci sono sicuramente l’uso di tabacco, lo stress e il contatto “lavorativo” con sostanze chimiche irritanti o allergeniche (come accade ad esempio per parrucchieri e lavoratori dell’edilizia).

Un nuovo farmaco

Dopo molti anni senza novità terapeutiche rilevanti, però, oggi c’è una buona notizia: è utilizzabile (anche in Italia, rimborsata dal Servizio sanitario nazionale) una nuova cura che può essere prescritta alle persone che non traggono benefici dai trattamenti finora disponibili. E’ un medicinale in crema, si chiama delgocitinib, ed è risultato efficace e ben tollerato nel breve e nel lungo termine.
«È un “inibitore topico pan-JAK”, ovvero in pratica impedisce l’attivazione della trasmissione di un segnale (JAK-STAT) che svolge un ruolo chiave nello sviluppo della malattia – dice Silvia Mariel Ferrucci, responsabile del Servizio di Dermatologia Allergologica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano –. Questo farmaco riesce a frenare l’infiammazione cronica, la disfunzione della barriera cutanea e il prurito, contribuendo anche al miglioramento della pelle. Abbiamo finalmente una nuova possibilità terapeutica per il trattamento dell’eczema cronico delle mani da moderato a severo negli adulti per i quali i corticosteroidi topici risultano inadeguati o inappropriati».
Infine, fondamentale per i malati, agisce in fretta: i dati clinici hanno riportato un rilevante miglioramento dei sintomi già dopo un giorno di terapia per quanto riguarda il prurito e dopo tre giorni per il dolore.

Una cura che dura nel tempo

L’eczema delle mani è definito come cronico quando dura più di tre mesi oppure recidiva almeno due volte l’anno. «Fino a oggi in Italia non erano disponibili trattamenti topici con un’indicazione specifica per l’eczema cronico delle mani moderato-severo – dice Katharina Hansel, vicepresidente della Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (SIDAPA) –. Secondo le linee guida europee il trattamento di prima linea include corticosteroidi topici (spesso per periodi brevi, non in maniera continuativa). Mentre per le forme severe, dopo il fallimento dei topici, può essere utilizzata una terapia sistemica che può però richiedere un monitoraggio aggiuntivo e avere effetti collaterali tali da portare a riduzione della dose o interruzione della cura». Per questo si avvertiva l’esigenza di un’alternativa terapeutica capace di offrire non solo efficacia nel breve termine, ma anche un controllo duraturo della malattia. Un obiettivo che risulta raggiunto negli studi che hanno portato all’approvazione di delgocitinib, nei quali oltre sette pazienti su 10 hanno ottenuto miglioramenti significativi già nelle prime settimane e che son durati nel tempo.

La diagnosi può non essere facile

L’eczema cronico delle mani è una malattia infiammatoria della pelle delle mani e dei polsi che colpisce nel mondo circa una persona su 10. Provoca prurito e dolore, la cute diventa pruriginosa, arrossata, dolorante, ispessita, con vescicole, gonfia e fissurata (ovvero con delle spaccature). 
La diagnosi può non essere facile, soprattutto perché alla base della patologia possono esserci ragioni differenti che si sovrappongono fra loro. Non sempre, infatti, la causa è evidente: pur presentandosi nello stesso modo, la malattia può essere espressione di dermatite atopica, dermatite da contatto irritante o dermatite allergica da contatto. Inoltre, anche rimuovendo irritanti o allergeni iniziali, il disturbo può persistere e riacutizzarsi, alimentando frustrazione nei pazienti e bisogno di trattamenti efficaci e ben tollerati per un controllo dei sintomi nel lungo periodo. In un numero significativo di pazienti, infine, l’eczema delle mani può evolvere in una condizione cronica.

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26 maggio 2026