Andoni in prima fila per il dopo Allegri, ma c’è il pericolo Premier. Gerry e Ibra ieri a Vienna per parlare con il ct dell’Austria: possibile ds? Il tecnico va convinto: la famiglia sta bene in Inghilterra e il Crystal Palace sta pensando a lui

Andrea Ramazzotti e Luca Bianchin

27 maggio – 08:06 – MILANO

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Il Milan va avanti per Andoni Iraola. Gerry Cardinale e i suoi consiglieri Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic hanno deciso di stringere i tempi per anticipare la concorrenza e convincere il tecnico spagnolo a sedere sulla panchina rossonera. Per lui è pronto un contratto triennale o biennale con rinnovo in caso di ingresso in Champions che partirà da una base superiore ai tre milioni. Più bonus. Il tempo però stringe e il patron con i suoi uomini di fiducia, più che dalla concorrenza del Benfica (orientato su Marco Silva) e Bayer Leverkusen, è preoccupato dal pressing del Crystal Palace che stasera giocherà la finale di Conference League, ma che perderà il tecnico Oliver Glasner. Un altro degli allenatori papabili per la panchina del Milan.

Famiglia—  

Iraola è reduce dal fantastico sesto posto in Premier League con il Bournemouth, formazione che ha guidato a una progressione di risultati importante: dodicesimo nel 2023-24, nono nel 2024-25 prima della zona Europa League centrata nel torneo da poco concluso. La sua famiglia si trova benissimo in Inghilterra e questo potrebbe essere un punto a favore del suo ok al Crystal Palace. Le ambizioni del Milan, però, sono maggiori di quelle del Palace e questo il basco lo sa bene. Ecco perché Cardinale ci sta provando. Il primo contatto con Iraola c’è stato un mese fa con l’ad Furlani e il dt Moncada, mentre due settimane fa c’è stato l’incontro a Londra con Cardinale e Ibrahimovic che gli hanno manifestato la loro stima. Nelle prossime ore, sempre nella City, è in programma un nuovo faccia a faccia con i vertici del club di via Aldo Rossi che proveranno a mettere fuorigioco la concorrenza. Non potranno mettere sul tavolo investimenti milionari perché il bilancio va “tutelato” senza i soldi in arrivo dalla Champions. Come successo lo scorso maggio quando è stato ingaggiato Allegri, però, a Iraola sarà proposto un progetto nel quale consolidare la base della squadra con acquisti di spessore nei prossimi due anni. Gli sarà data l’assicurazione di un’importante “protezione” in caso di difficoltà. Iraola dovrà fare il resto, portando un calcio offensivo e aggressivo, quello che finora lo ha caratterizzato nella sua carriera. Iraola, dunque, è in pole per la successione di Allegri, ma non è l’unico candidato in corsa. Già detto di Glasner, non vanno scartate le candidature di Xavi, che qualche segnale di apertura attraverso il suo entourage lo ha garantito, e di Pochettino. Emery resta lontano perché l’Aston Villa in Champions non lo molla e anzi lo tiene blindato con un ingaggio da top europeo (qual è) complici le coppe vinte in carriera. Piuttosto ieri è emersa una nuova candidatura per un ruolo centrale nello scacchiere rossonero.

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Vienna—  

Zlatan Ibrahimovic infatti vuole valutare per l’area tecnica tutte le opzioni che considera di alto livello e che sono disponibili. Cardinale e Ibra ieri sono stati a Vienna, dove hanno visto il commissario tecnico della nazionale austriaca, Ralf Rangnick. Sì, è lo stesso Rangnick che Ivan Gazidis voleva portare al Milan al posto di Stefano Pioli nel 2020. Come sia andata allora, lo sanno tutti i milanisti: Boban e Maldini si opposero, Pioli rimase al Milan e vinse lo scudetto. Sei anni dopo, Rangnick torna nelle cronache rossonere come possibile candidato al ruolo di direttore sportivo. Chi lo avesse perso di vista, sappia che Rangnick ha allenato i club fino al 2022, con l’esperienza negativa al Manchester United 2021-22 dopo gli anni positivi nell’universo Red Bull con il Lipsia. Nell’aprile 2022 è diventato ct della nazionale austriaca e si è qualificato all’Europeo del 2024, giocato… a casa sua, in Germania. L’Austria ha vinto il gruppo davanti a Francia e Olanda, per poi perdere agli ottavi contro la Turchia. Negli ultimi due anni, invece, l’Austria ha vinto il gruppo di qualificazione al Mondiale davanti a Bosnia e Romania, tornando in Coppa del Mondo dopo 28 anni. Rangnick a 67 anni vivrà il suo primo Mondiale, nel gruppo J con Argentina, Algeria e Giordania.