di
Renato Benedetto
Le scelte di chi votò M5S alle Europee. Svanito un terzo dei sostenitori del No
Nessuna onda lunga del referendum. Non va sott’acqua il centrodestra a Venezia, principale sfida di queste comunali: a marzo furono 64 mila a votare No sulla giustizia, adesso appena 43 mila hanno scelto il campo largo. Se ne è perso per strada uno su tre. Dalla laguna allo Stretto il panorama cambia poco: in 35 mila votarono contro la riforma del governo Meloni, adesso appena 22 mila i voti del centrosinistra. Ancora: se ne è perso per strada uno su tre. I numeri, insomma, sostanziano quello che tutti gli analisti, il giorno dopo la vittoria del No, avevano previsto all’unanimità: quei voti non sono il tesoretto del Campo largo. Non lo sono a livello politico, figurarsi alle amministrative, dove a fare la differenza sono i candidati.
Calma piatta
Insomma, il meteo elettorale non segnala onde né cambi di vento, e queste elezioni non consegnano alcun avviso di sfratto a Palazzo Chigi. Ed è il centrosinistra, alla fine, a pagare lo scotto politico principale al primo round di queste Comunali, anche di fronte a un risultato, nel complesso, di sostanziale parità: sui 118 comuni sopra i 15 mila abitanti al voto, secondo i conti di YouTrend, il centrosinistra ha vinto al primo turno in 37, a fronte di 59 uscenti, e il centrodestra in 25, a fronte di 42 uscenti. «Il significato politico di queste Comunali, con appena 6,5 milioni di elettori al voto, era di per sé modesto — commenta Lorenzo Pregliasco, direttore di YouTrend — È stata l’opposizione a darglielo, legandolo soprattutto a una possibile vittoria a Venezia. Operazione legittima, se pensi di vincere nella città principale. Ma se poi ti va male, quell’investimento politico ti torna indietro».
A rendere ancora più fredda la doccia del campo largo a Venezia, sono i dati che emergono dall’analisi dei flussi di YouTrend.
Grillini in fuga decisivi
Metà degli elettori del Movimento 5 Stelle delle Europee 2024 a questo giro ha votato il candidato di centrodestra. Un contributo decisivo, visto che la sua vittoria al primo turno è scattata per pochissimi voti (meno di 700 a fronte di una stima dai 5 Stelle che potrebbe valere più di 3 mila preferenze). Solo un elettore M5S su quattro ha scelto il centrosinistra.
Venturini ha anche saputo pescare di più tra chi due anni fa si era astenuto (il 21% contro il 5% di Martella). Per il resto gli elettori dei partiti si sono mostrati fedeli: nel centrodestra confermano la scelta di campo più quelli di FdI (86%) e Lega (82%) che di Forza Italia (70%). A sinistra, più quelli del Pd (93%) che di Avs (84%).
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In Calabria
«Venturini tiene il punto e conferma la quasi totalità degli elettori di Stefani», osserva Salvatore Vassallo, direttore dell’Istituto Cattaneo, che ha confrontato come si sono mossi gli elettori rispetto alle più recenti regionali in Veneto. «Sia lui che Martella ripescano dall’elettorato che si era astenuto. Il candidato del centrodestra ripesca però circa il 10% di quel bacino, quello del centrosinistra il 7. Martella paga poi alcuni punti verso candidati minori, soprattutto Boldrin, di area liberale». Una cosa simile, sottolinea Vassallo, capita a Reggio Calabria. «Il candidato di centrosinistra è meno attrattivo, non ha recuperato quasi nulla da chi era rimasto a casa alle scorse regionali e cede pure qualcosa agli altri, soprattutto al civico di sinistra Pazzano. Cannizzaro ha invece convinto circa il 20% di quanti si erano astenuti alle regionali».
Campo largo alla prova
I risultati dei partiti, alle amministrative, sono da maneggiare con cautela: pesano molto le liste civiche. Il Pd sembra mostrare una tenuta: a Reggio scende al 9,5%, ma a Venezia è al 24,8, a Prato al 28,6. Nell’altro schieramento, FdI è spesso primo nella coalizione, ma con risultati più variabili. «Il Pd sembra avere di più uno zoccolo duro — commenta Pregliasco — FdI si mostra più elastico».
Il dato che torna ciclicamente è la difficoltà dei 5 Stelle: soprattutto se il candidato non è loro, alle amministrative tendono a scomparire. «Scompaiono perché sono amministrative o perché sono alleati del centrosinistra? — si chiede Pregliasco — Questo rimanda a un fattore chiave per un’alleanza, la compatibilità degli elettorati. Il campo largo riuscirà a tenere insieme le diverse sensibilità?».
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27 maggio 2026 ( modifica il 27 maggio 2026 | 08:27)
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