Dal rischio fallimento in Eccellenza alla promozione tra i professionisti: il principe racconta quattro anni di sacrifici e vittorie: “Porteremo tutta la squadra in vacanza, a Ibiza o Mykonos. Se lo sono meritato”

Oscar Maresca

27 maggio 2026 (modifica alle 09:39) – MILANO

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Emanuele Filiberto ha festeggiato il ritorno del suo Savoia in C lasciandosi andare a un pianto liberatorio: “Mi sono commosso, non riuscivo a smettere. Erano lacrime di gioia. Ho seguito l’ultima partita di campionato contro la Sancataldese da Los Angeles, alle 5 del mattino tutti dormivano, io ero davanti allo schermo per sostenere la squadra. Al triplice fischio ho subito chiamato il presidente Nazario Matachione, i tifosi l’avevano già travolto”. Il club di Torre Annunziata – guidato dal nipote dell’ultimo Re d’Italia – ha dominato il girone I di Serie D chiudendo in vetta alla classifica e conquistando la promozione tra i professionisti che mancava da 11 anni: “È stato un campionato avvincente. Abbiamo sfidato tante ottime squadre, con Nissa e Reggina è stato un duello fino all’ultima giornata. Il merito di questa promozione è di mister Catalano, dei giocatori, di tutta la dirigenza e dei miei soci. Siamo una famiglia. Questo club ha il mio cognome ed è rappresentato dallo stemma della dinastia Savoia. È l’altra metà del mio cuore”.

Principe, in questi anni Torre Annunziata è diventata la sua seconda casa.

“Mi chiamano tutti Emanuele, il titolo nobiliare lasciamolo per le occasioni formali. Sono arrivato in città nel novembre 2022, mi sono subito innamorato della gente e di questa squadra. La società era in Eccellenza, rischiava il fallimento. Tre tifosi l’avevano rilevata gratuitamente per evitare il baratro. Insieme ai miei soci abbiamo scelto di investire nella società perché credevamo di poter costruire un progetto vincente”.

Sono tornato a Torre Annunziata per la festa promozione e sono andato in chiesa per ringraziare la Madonna

Emanuele Filiberto

Ci siete riusciti: il Savoia è tornato tra i professionisti undici anni dopo l’ultima volta.

“A inizio stagione, il presidente Matachione me l’aveva detto: ‘Vinceremo il campionato’. Ci speravo, ma sapevo quanto fosse complicato. Siamo riusciti ad allestire una rosa di giocatori giovani e motivati. La promozione è il risultato dell’ottimo lavoro cominciato quasi quattro anni fa”.

Annunciò la volontà di acquistare il Savoia durante un incontro pubblico al Santuario di Madonna della Neve.

“È uno dei luoghi più importanti della città, io sono devoto e legatissimo a quella basilica. Sono tornato a Torre Annunziata per la festa promozione e sono passato in chiesa per ringraziare la Madonna di averci protetto e regalato questa incredibile gioia”.

La squadra ha trionfato nel girone I piazzandosi appena due lunghezze davanti la Nissa.

“Le racconto un aneddoto. La scorsa estate, prima del sorteggio dei gironi, ero in un ristorante di Caltanissetta. Nella stessa sala c’era pure Luca Giovannone, presidente della Nissa. Iniziammo a chiacchierare e mi disse: ‘Magari ci sfideremo, attento però che sto costruendo un gruppo per vincere’. Gli risposi che anche io ero al lavoro per lo stesso obiettivo. È stato bello lottare con loro fino all’ultimo secondo”.

Porteremo tutta la squadra in vacanza, stanno scegliendo tra Ibiza e Mykonos. Se lo sono meritati

Emanuele Filiberto

Il club ha ricevuto tanti messaggi di congratulazioni dopo la promozione.

“Il Genoa ci ha scritto una lettera bellissima. Nel 1924 il Savoia ha sfiorato lo scudetto cedendo in finale contro i rossoblù. In quel periodo si sfidavano per il titolo i campioni del Nord e quelli del Sud. Si è complimentata anche l’Atalanta. Emozionante pure il messaggio che ci ha dedicato Ciro Immobile, bomber nato e cresciuto in città”.

Ha sentito anche il suo amico Aurelio De Laurentiis?

“Immagino sia felice. Suo padre Luigi era originario di Torre Annunziata. Quando ho acquistato il club mi sono ispirato a lui, è un esempio. Con De Laurentiis, il Napoli è partito dalla Serie C ed è diventato un riferimento in Europa. Vista la vicinanza territoriale sarebbe bello creare una sinergia tra gli azzurri e il Savoia”.

Con il club ha scelto di puntare sui giovani fin dal giorno zero.

“Abbiamo costruito un’Academy per consentire ai ragazzi di divertirsi in campo e inseguire i loro sogni. Negli ultimi anni a Torre Annunziata il dato sulla dispersione scolastica si è abbassato drasticamente. I giovani hanno bisogno di sapere che c’è un’alternativa alla strada: l’istruzione, la formazione, lo sport. Questa è la città in cui lavorava Giancarlo Siani, simbolo della lotta alla criminalità. Dobbiamo ricordarcelo ogni giorno”.

Vogliamo arrivare in Serie B nei prossimi 3 anni

Emanuele Filiberto

In vista della prossima stagione avete scelto di cambiare allenatore e direttore sportivo. Perché?

“Mister Catalano e il ds Mazzei sono stati due pilastri di questo trionfo. Chi vince davvero, sa anche quando è il momento di fermarsi. A loro va il mio più sincero grazie. Intanto, i lavori di ammodernamento dello stadio Giraud devono proseguire. Abbiamo bisogno che il Comune rispetti i tempi per ottenere l’agibilità dalla Lega. Vogliamo giocare a Torre Annunziata, davanti ai nostri tifosi. Non abbiamo intenzione di girare l’Italia per trovare un impianto che ci ospiti”.

Terminata la poule scudetto, la dirigenza ha un impegno da mantenere con i giocatori.

“Porteremo tutti in vacanza, stanno scegliendo tra Ibiza e Mykonos. Se lo sono meritati”.

Prima di partire avete festeggiato in città lo scorso 16 maggio.

“Negli ultimi mesi ho seguito le partite da casa, allo stadio mi emoziono troppo. Il risultato della domenica condiziona il mio umore per la settimana successiva. Il Savoia sono io, la dinastia, i miei soci, la gente di Torre Annunziata. Una grande famiglia che finalmente è tornata a vincere”.

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“Arrivare in Serie B entro tre anni. Ammiro molto il modello Como. Sogno di vedere il mio Savoia sempre più in alto”.