Amarga Navidad, la recensione di Vogue Italia
Nonostante guadagni bene grazie alla sua carriera di successo, Elsa (interpretata da Bárbara Lennie) una delle protagoniste, sente infatti il bisogno di ricominciare a scrivere sceneggiature, fuggendo a Lanzarote trovando nuova ispirazione dalle disavventure delle sue amiche Patricia (Vicky Luengo), che sta gradualmente uscendo da un matrimonio infelice, e Natalia (Milena Smit), una giovane madre che ha recentemente subito un grave lutto, perdendo il proprio figlio.
Ma l’intero ritratto di Elsa, ambientato nel dicembre-Natale 2004 (da qui il titolo), poco dopo la 26esima Festa della Costituzione, altro non è, parallelamente, che la sceneggiatura incompiuta di Raúl Rossetti (Leonardo Sbaraglia), un autore stimato, rimandante ad Almodóvar per look, chioma argentata, e passione per l’arte, circondato da oggetti di design e quadri di Asher Liftin, che da un po tempo vive una sorta di blocco creativo. Dunque, senza avere un’idea precisa riguardo al progetto da portare avanti, ricorre così all’autofiction, “rubando” spunti narrativi dalle vite della sua amica e assistente di lunga data Monica (Aitana Sánchez-Gijon) e del suo fidanzato Santi, che lo ha sempre affiancato con dedizione e supporto.

Bárbara Lennie (Elsa) e Vicky Luengo (Patricia)
El DeseoTra realtà e finzione
Quali sono (ecco la domanda morale) i limiti di un’artista, nel voler a tutti i costi saccheggiare il privato degli altri? Almodóvar in parte se lo chiede, raccontando personaggi, propri e veri alter ego (donne ovviamente, un suo tratto da sempre) in cerca di una propria armonia personale, imperfetti in questo caso, travolti dai sensi di colpa, divisi tra realtà e vita, tra sofferenze e confidenze, descritti in maniera parallela e pronti a intrecciarsi inevitabilmente.