di
Mario Gerevini

Il gestore di Fsi nominato al posto dell’ex dirigente dell’intelligence Del Deo. Le partecipazioni incrociate Ion-Fsi. Fatturato in leggero calo, ebitda a 205 milioni. Il nodo dei bond e il pegno sul 100% del capitale

Un bilancio in grigio e cambio della guardia al vertice. Fatturato in calo a 450 milioni (-4% sul 2024), 146 milioni di perdita netta (-38 nel 2024) ma un buon risultato lordo con l’ebitda a 205 milioni (-2,9%) anche a fronte di un debito elevato: Andrea Pignataro ha archiviato il 2025 di Cerved e contemporaneamente la scottante questione della presidenza. 

Cambio della guardia

Fuori il manager proveniente dai servizi di intelligence, dentro il manager (amico) dei servizi finanziari e delle gestioni. Senza tanti annunci, come è tradizione della casa, il proprietario del gruppo Ion nell’assemblea del 30 aprile – l’ha anticipato Dagospia – ha nominato presidente Maurizio Tamagnini al posto di Giuseppe Del Deo, autosospesosi il 21 aprile per l’inchiesta su dossieraggi e fondi Aisi, a cui Cerved è estranea. 



















































Il sistema Ion

L’azienda è specializzato in informazioni commerciali e da cinque anni fa capo al gruppo fintech Ion, quel grande sistema di società italiane (Prelios, Cedacri) e internazionali (Mergermarket, Dealogic, Fidessa, Acuris ecc) di software, analisi e dati che ha tra i clienti governi, banche centrali e alcuni tra i più importanti gruppi del mondo. Il proprietario, Pignataro, è l’uomo più ricco d’Italia secondo Forbes, con oltre 42 miliardi di patrimonio stimato. Ma ci sono anche i debiti, soprattutto obbligazionari, cioè, in sostanza, quelli delle acquisizioni, “caricati” successivamente sulle società acquisite. 

Debiti e pegni

Cerved – secondo quanto riportato in bilancio – al 31 dicembre 2025 ha bond (quotati) per quasi 1,6 miliardi, piuttosto costosi: 350 milioni al tasso fisso del 6% e 1,25 miliardi all’euribor a tre mesi +5,25% con un fair value complessivo di 1,475 miliardi, cioè 120 milioni in meno del nominale, segno che il mercato percepisce un rischio (moderato), non compensato dai rendimenti. La scadenza dei prestiti è il 2029 e il 100% del capitale Cerved è tuttora in garanzia (pegno), tra gli altri, a Deutsche Bank, Goldman Sachs, Jp Morgan e Unicredit. 

Partecipazioni incrociate

I documenti confermano che Pignataro controlla Cerved attraverso una lunghissima catena di otto veicoli societari, tra Irlanda e Lussemburgo, che si esauriscono con la Castor Bidco Holding. Lì dentro la Fsi Sgr, la società di gestione di Tamagnini, aveva una partecipazione del 7%. Pignataro e il gestore hanno un consolidato rapporto di affari, tant’è che Fsi possedeva anche un 9% di Cedacri. Entrambe le partecipazioni, a quanto risulta, sono state riacquistate da Pignataro. Il gruppo Ion, dal canto suo, ha investito direttamente in Fsi Sgr (9,9%) e anche in uno dei suoi principali fondi, Fsi Fund II (10%). 

Meno intelligence più mercato

Così quando si è materializzata la “grana” Del Deo, è stato abbastanza facile trovare la persona giusta per dare un profilo più istituzionale e di mercato al ruolo di presidente. La Fsi sgr di Tamagnini gestisce circa 4 miliardi e investe principalmente in Italia (Missoni, Bancomat, Alchemy, Kedrion, Anima ecc). Pignataro negli ultimi cinque anni ha fatto acquisizioni in Italia per 5,7 miliardi spaziando anche nel mondo bancario (Mps, Illimity, Cassa Volterra). 

Le deleghe

L’ex alto dirigente dell’intelligence italiana, Del Deo, era stato nominato presidente nell’aprile 2025 e poi a ottobre gli è stato attribuito un consistente pacchetto di deleghe. Le nomine in Cerved hanno durata annuale e il compenso per i sei membri del cda è complessivamente di 1,5 milioni. 

Le date

Il bilancio 2025 è stato firmato dall’amministratore delegato Luca Peyrano il 14 aprile ma, curiosamente, nella stessa pagina di data e firma si legge di un fatto accaduto successivamente: «In data 21 aprile 2026, il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Cerved Group S.p.A., Dott. Giuseppe Del Deo, ha comunicato agli altri Consiglieri e al Collegio Sindacale la propria autosospensione dalle funzioni di Presidente esecutivo, rimettendo inoltre le deleghe conferitegli in data 27 ottobre 2025». Poi il 30 aprile arriverà l’ok dell’assemblea al bilancio e alla nomina di Tamagnini che chiude la breve parentesi dell’uomo dei servizi al vertice di Cerved. 

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27 maggio 2026 ( modifica il 27 maggio 2026 | 11:53)