di
Erica Dellapasqua
La dottoressa di Medici senza frontiere proveniente dal Congo, dove lavora sull’emergenza Ebola, rimpatriata «per misure strettamente cautelari». É entrata in contatto con pazienti positivi
Arriverà a breve all’Istituto Spallanzani di Roma la dottoressa di Medici senza frontiere proveniente dal Congo, dove lavorava sull’emergenza Ebola, rimpatriata per «misure strettamente cautelari». Nell’ospedale romano, specializzato in malattie infettive e già in prima fila durante l’emergenza Covid, la chirurga seguirà quindi il periodo di quarantena disposto dai protocolli.
Nell’ambito della sua attività, nel centro di salute africano, la chirurga è entrata in contatto, il 16 maggio, con pazienti risultati poi positivi. Si tratta quindi, rileva il ministero della Salute, di un caso di contatto diretto. La dottoressa ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d’urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell’esplosione di una granata. Il bambino – si precisa – è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile.
La volontaria, secondo fonti sanitarie, attualmente è asintomatica e serena.
Msf: «Non presenta sintomi»
L’organizzazione umanitaria non aggiunge particolari alla vicenda, spiegando che Medici senza frontiere «è a conoscenza delle notizie riguardanti una persona del proprio staff a Bunia (Ituri, Repubblica Democratica del Congo), dove l’organizzazione è impegnata nella risposta all’attuale epidemia di Ebola. La persona dello staff, che non presenta alcun sintomo, è sotto monitoraggio medico e, a titolo precauzionale, sarà evacuata per motivi sanitari nel proprio Paese d’origine, l’Italia», sottolineano dal Msf. «In ottemperanza alla rigorosa riservatezza medica», la ong «non può condividere ulteriori informazioni in questo momento e continua a seguire protocolli rigorosi per proteggere il proprio personale e i pazienti».
I dati del centro di prevenzione: «Rischio basso in Europa»
L’attenzione, a livello mondiale, è alta. In una nota del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e (Ecdc), sullo sviluppo dell’epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) e in Uganda, si legge che «l’attuale epidemia è motivo di seria preoccupazione e, per molti aspetti, non è paragonabile alle precedenti epidemie di Ebola».
L’Ecdc sottolinea che il rischio d’infezione per la popolazione generale in Europa «rimane molto basso». Nel frattempo viene intensificato il supporto sul campo, anche se la situazione, nella regione colpita, rimane «estremamente complessa» e «rende considerevolmente più difficile l’adozione di contromisure efficaci». Le difficoltà sono rese ancora maggiori, si legge nella nota, dal fatto che l’epidemia è causata dal virus Bundibugyo, per il quale attualmente non esiste un vaccino autorizzato, né una terapia specifica.
Fra le azioni dell’Ecdc a sostegno delle autorità sanitarie dei Paesi colpiti dall’epidemia, consigli di viaggio chiari e pratici a chi arriva dalle aree colpite, comprese le indicazioni su cosa fare in caso di comparsa di sintomi; assistenza ai paesi dell’Ue/See per rafforzare la capacità di individuare e isolare rapidamente chiunque sia infetto e arrivi dalle regioni colpite; aggiornamenti epidemiologici quotidiani.
Al 24 maggio 2026, sottolinea l’Ecdc, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati segnalati oltre 900 casi sospetti di malattia da Ebola. L’Uganda ha finora segnalato sette casi. «L’Ecdc continua a valutare come bassa la probabilità di infezione per chiunque provenga dall’Ue/See e viva o viaggi nelle aree colpite, a condizione che segua le misure precauzionali raccomandate», conclude la nota.
Ebola in Italia
Per quanto riguarda l’Italia, in riferimento ai presunti casi a Milano e all’arrivo della chirurga a Roma, il ministero della Salute rassicura: «Non ci sono casi di Ebola al momento in Italia e l’allarme è molto basso nel nostro Paese. Il ministero è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza e sta proseguendo il monitoraggio dell’evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali».
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27 maggio 2026 ( modifica il 27 maggio 2026 | 13:57)
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