di
Valentina Santarpia
L’attacco: «La trattano come se fosse un decreto per poter contingentare i tempi». Donzelli (FdI) replica: «Il nuovo testo c’è: prima di depositarlo abbiamo aspettato la fine della discussione generale»
La riforma della legge elettorale approderà nell’aula della camera il 26 giugno per la discussione generale. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Protestano le opposizioni: «È l’ennesima forzatura di una maggioranza ossessionata dal cambiare le regole del gioco», dice la Dem Chiara Braga. «È la prima legge elettorale fatta con comunicati stampa – sottolinea Riccardo Ricciardi (M5s) – non c’è limite al peggio, non possiamo accettare un metodo di questo tipo». «La trattano come fosse un decreto – osserva Riccardo Magi (+Europa) – per poter contingentare i tempi, non è accettabile lo abbiamo detto al presidente». «Nelle prossime settimane – ha detto Marco Grimaldi (Avs) – continueremo a chiedere a tutte le istituzioni comprese le presidenze di non oltrepassare il segno».
Secondo quanto viene riferito e come preannunciato nei giorni scorsi anche dal ministro Ciriani, sono stati i capigruppo di maggioranza ad avanzare la richiesta della calendarizzazione per l’Aula della legge elettorale, indicando la data del 26 giugno. Durante la capigruppo si è svolto quindi un dibattito anche acceso, con le opposizioni che accusano governo e maggioranza di procedere a colpi di «forzature inaccettabili», con il solo obiettivo «di avere poi i tempi contingentati per l’esame in Aula nel mese di luglio».
La richiesta delle opposizioni è che i lavori siano rinviati finché non ci sarà il nuovo testo che recepirà una serie di modifiche rispetto a quello presentato a febbraio. «Non c’è ancora il testo base – attacca Ricciardi – e viene chiesta la calendarizzazione, è un cortocircuito inaccettabile». «Non sappiamo ancora – dice Grimaldi – se ci sarà il doppio turno o no, se ci saranno le preferenze, abbiamo fatto una discussione generale di un testo che verrà cambiato, è assurdo». Le opposizioni non escludono una volta che ci sarà il nuovo testo di chiedere altre audizioni. «Chiediamo alla presidenza della Commissione che vengano garantite e tutelate le prerogative delle opposizioni. In queste condizioni è inevitabile rinviare i lavori: il Parlamento non può essere umiliato in questo modo», sottolinea la capogruppo Pd Simona Bonafé.
Ma il responsabile FdI Giovanni Donzelli replica: «Non venite a dire che è una mancanza di rispetto del ruolo vostro e del Parlamento. Non nego che abbiamo lavorato a un nuovo testo che vuole accogliere a che esigenze» espresse «dalle opposizioni» anche se «non vi siete seduti al tavolo. Ma prima di depositarlo per rispetto abbiamo aspettato la fine della discussione generale, perché se in queste ore arrivano altri stimoli avremmo il tempo di integrare ulteriormente e provare ancora meglio a formulare il testo», ha detto in commissione Affari costituzionali della Camera. «Se ci dite che non avete più niente da dirci e che non volete dare nessun altro contributo, un testo base lo abbiamo preparato. Se avete altro da dire siamo pronti a riflettere e farci carico delle vostre sollecitazioni».
Intanto sono stati sospesi, e riprenderanno alle 18, i lavori della commissione Affari costituzionali della Camera sulla legge elettorale. Ora è in corso una riunione di maggioranza coi relatori in vista della ripresa della discussione generale. Il presidente della commissione, Nazario Pagano, ha invitato gli altri relatori (oltre a lui per FI, Angelo Rossi di FdI, Igor Iezzi della Lega e Alessandro Colucci di Noi Moderati) a rispondere alle domande delle opposizioni sul nuovo testo che il centrodestra ha elaborato e che dovrebbe depositare, come ha spiegato in commissione Giovanni Donzelli, al termine della discussione generale.
Qui i punti chiave della legge elettorale, le posizioni dei partiti e i nodi problematici.
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27 maggio 2026 ( modifica il 27 maggio 2026 | 17:30)
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