È il primo della sua annata a vincere un match a livello Slam: “Kylian cerca di segnare più gol possibile, io di giocare il colpo più difficile per l’avversario”
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27 maggio – 16:37 – MILANO
La risposta di Cilic lascia spazio a ghiotte idee e Moise Kouamé non se lo fa ripetere due volte: il dritto a sventagliare spettina la riga e manda in estasi il pubblico di casa. Il Roland Garros cerca ogni anno i suoi eroi d’Oltralpe e per questa edizione la caccia è già andata a frutto: Moise è diventato il primo classe 2009 a vincere un match a livello Slam. Un altro attestato di maturità per il diciassettenne che quando non colpisce palline divora gare di automobilismo. Sa sfrecciare anche lui, se è vero che la pallina con cui ha chiuso il match contro Cilic gli è valsa una poltrona a ridosso dei primi 250 del mondo.
EXPLOIT CONTINUI—
Kouamé divora record con impressionante voracità, confermandosi il classe 2009 più in vista del circuito: il primo a incassare un punto nel ranking, il primo a giocare un match in un 250 e, prima dell’exploit di Parigi, il primo a vincere un incontro in un Masters 1000. È accaduto a Miami lo scorso 19 marzo, quando ha battuto Svajda al terzo. Istantanee di una stagione che è già da libro Cuore: la maggiore età è lontana, eppure il ragazzino di Sarcelles macina Challenger (finale a Lilla), Itf (ha vinto quello di Santa Margherita di Pula un mese fa) e adesso si toglie persino soddisfazioni nei Major. Ma sempre senza strafare: “Tutto il lavoro fatto in allenamento ha dato i suoi frutti. Ma il bello viene ora e quindi con la testa penso già al mio recupero”. Lo ha detto un diciassettenne dopo aver battuto un trentasettenne (Cilic), ma pare il contrario.
RICETTA—
È maturo, Moise Kouamé. Per la sua età e per il suo gioco: anni fa Ivan Ljubicic lo seguiva da vicinissimo e confessava di doversi fermare in certi momenti perché “colpiva troppo forte durante gli allenamenti”. Ora lo stanno scoprendo anche nel circuito dei più grandi. La ricetta per farsi trovare pronto contro un avversario che ha più del doppio della sua età l’ha svelata lo stesso 2009 in conferenza: “Allenamento e un piano tattico chiaro. Poi alcuni consigli che mi sono dato nella testa: se perdo va bene lo stesso, anche perché sto giocando contro un ex campione Slam e questo mi ha paradossalmente tolto la pressione. E avevo il pubblico dalla mia parte”.
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NUOVO MONFILS?—
Al Roland Garros il tifo è caldo e in parecchi sperano già che Kouamé diventi il nuovo Monfils. Anche se a seguirlo è un altro totem del tennis francese come Richard Gasquet che del ragazzo di Sarcelles ha detto: “Lui è unico, non sarà facile creare un nuovo Monfils”. Una cosa è certa: la pressione non è un problema, almeno per ora. Anzi, come ha confessato Moise a Parigi: “Quando sei in campo non pensi né all’età né a cosa mangerai dopo la partita. Cerchi soltanto le cose da fare per vincere. E io mi sentivo bene sotto tutti i punti di vista”. Se ne sono accorti tutti, forse anche l’idolo di infanzia che invece di colpire palline si dedica ai gol: “Mi sento come Mbappé: lui cerca di segnare più gol possibile, io di giocare il colpo più difficile possibile per l’avversario”. Il piano funziona a meraviglia: Parigi e il ranking non fanno che sorridergli.
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