La prevenzione cardiologica e oncologica non bastano: l’attività motoria è fondamentale per non perdere mobilità (e qualità della vita)
Invecchiare non fa piacere a nessuno e spesso si porta dietro acciacchi vari e problemi ma, come dice un mio collega medico, non invecchiare è molto peggio! Si pensa spesso e giustamente alla prevenzione cardiologica e oncologica, molto meno a quella motoria, eppure sono proprio le disabilità fisiche quelle che spesso limitano la qualità della vita e la mobilità delle persone non più giovani. Mantenere ossa, muscoli e articolazioni in salute dopo i 65 anni è una priorità sanitaria. E per farlo la cosa più importante è muoversi, fare attività fisica fin da giovani e non fermarsi nelle età più avanzate, anzi intensificarla e personalizzarla sempre più.
Una recente analisi di una serie di studi pubblicati nella letteratura scientifica internazionale ha quantificato l’impatto dell’esercizio regolare sulla salute ossea degli anziani: la riduzione del rischio di fratture osteoporotiche maggiori è stimata del 23%. Non solo: chi pratica attività fisica dopo una frattura vertebrale da osteoporosi vede aumentare la densità minerale ossea e diminuisce di oltre 3,6 volte il rischio di nuove fratture. Uno studio inglese pubblicato nel novembre 2025 ha dimostrato che un programma di 12 settimane guidato da un fisioterapista migliora forza muscolare, equilibrio e riduce la cifosi tipica dell’osteoporosi.
Sul fronte delle cadute – prima causa di fratture e disabilità negli over 65 – i programmi di esercizio che lavorano sull’equilibrio riducono gli incidenti del 25-30%. Un risultato che si traduce in autonomia preservata e qualità di vita.
La sarcopenia, la progressiva perdita di massa e forza muscolare, colpisce il 12-13% degli under 70, ma sale al 50% sopra gli 80 anni. Anche qui l’esercizio si rivela efficace: lo studio internazionale SPRINTT, sviluppato dal Policlinico Gemelli e pubblicato sul Bristish Medical Journal, ha dimostrato che tre anni di attività fisica multicomponente (aerobica, forza, flessibilità, equilibrio) combinata con consulenza nutrizionale riducono del 22% il rischio di sviluppare disabilità motoria.
Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli over 65 sono precise: almeno 150 minuti a settimana di attività moderata (o 75 minuti intensa), attività multicomponente almeno tre volte alla settimana, esercizi di rafforzamento muscolare due volte a settimana.
Muoversi regolarmente variando le attività fa bene allo scheletro, ai muscoli e alle articolazioni, ma fa anche bene al cuore e a tutto l’organismo, è tutta salute.
27 maggio 2026
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