di
Gennaro Scala

Operazione internazionale dell’Fbi: il gruppo colpiva studiando i social delle compagne dei campioni. Cinque sudamericani arrestati, sono stati traditi da una felpa presa in casa di Kelce

Negli archivi dell’Fbi li chiamano «South American Theft Group». Ma dietro quel nome c’era una banda di professionisti del furto, specializzati nel saccheggio delle case degli uomini più famosi e pagati dello sport mondiale. Quarterback della Nfl, stelle dell’Nba e persino un idolo del tennis. Tutti nel mirino.
Per mesi hanno colpito nell’ombra, lasciandosi dietro casseforti aperte, trofei scomparsi, gioielli da milioni di dollari volatilizzati. Patrick Mahomes e Travis Kelce (fidanzato della superstar Taylor Swift), uomini simbolo dell’Nfl. Luka Doncic, il fenomeno sloveno dei Los Angeles Lakers. Mike Conley Jr. E perfino Juan Martín Del Potro, l’eroe del tennis argentino di Tandil.

Campioni assoluti in campo, ma impotenti davanti a una banda che studiava le loro vite come al microscopio.La svolta è arrivata a Buenos Aires, in un terminal di autobus. Alla stazione di Retiro, la polizia federale argentina ha chiuso la caccia arrestando due cileni accusati di appartenere all’organizzazione. Fine della fuga. O forse soltanto fine del primo capitolo.



















































Mahomes, Del Potro e Doncic: i furti milionari alle stelle dello sport mondiale. Nel mirino anche Kelce, fidanzato di Taylor Swift: la villa svaligiata mentre lei era allo stadio

Perché l’inchiesta racconta qualcosa di più grande di una serie di furti. Racconta il salto di qualità del crimine globale. I detective dell’Fbi li descrivono come una struttura mobile, sofisticata, quasi aziendale. Prima fase: studio ossessivo dei bersagli. Social network, calendari sportivi, dirette televisive, fotografie pubblicate dalle mogli o dagli amici. Ogni post diventava un indizio.Quando Mahomes entrava in campo, qualcuno stava già entrando in casa sua.

La tecnica era chirurgica. Arrivavano travestiti da corrieri, manutentori, runner. Facevano sopralluoghi senza dare nell’occhio. Poi il colpo: meno di quindici minuti. Dispositivi per oscurare il Wi-Fi, neutralizzare gli allarmi, mandare in tilt le telecamere. Porte finestre forzate con piedi di porco, incursioni rapide nelle camere padronali e alle casseforti. Cercavano contanti, orologi, diamanti. Ma soprattutto oggetti unici: anelli, medaglie, cimeli sportivi.

Mahomes, Del Potro e Doncic: i furti milionari alle stelle dello sport mondiale. Nel mirino anche Kelce, fidanzato di Taylor Swift: la villa svaligiata mentre lei era allo stadio

La Nfl era arrivata perfino a diffondere una circolare d’emergenza alle squadre e al sindacato giocatori: attenzione, siete diventati bersagli.
Il colpo più clamoroso resta quello del 7 ottobre 2024. Travis Kelce sta giocando il Monday Night contro i New Orleans Saints. Quarantotto ore prima avevano colpito Mahomes. Stavolta tocca alla villa del tight end dei Chiefs, a Leawood, Kansas. Spariscono ventimila dollari in contanti, orologi di lusso, gioielli, perfino abbigliamento ufficiale della squadra.
Ma è dopo il furto che la banda commette l’errore fatale: si fotografa. Come turisti davanti a un monumento. Un selfie criminale recuperato dagli investigatori tramite il backup iCloud mostra Ignacio Zúniga sorridente con indosso una felpa dei Kansas City Chiefs rubata proprio a Kelce. 
Sul letto, accanto a lui, la cassaforte aperta e i gioielli sparsi come trofei di guerra. 

La traccia decisiva, però, nasce lontano dagli Stati Uniti. A Tandil, il 15 maggio scorso, la banda entra nella casa della famiglia Del Potro approfittando di una breve assenza della madre dell’ex campione argentino. Rubano gioielli, orologi e persino alcune racchette storiche del tennista.
Questa volta qualcosa va storto.

Le telecamere stradali individuano una Chevrolet Astra bordeaux arrivata da fuori città. La targa viene inserita nel database nazionale. E salta fuori una multa presa poche ore prima a Buenos Aires. Un dettaglio banale, quasi ridicolo, che però consente agli investigatori di seguire i movimenti del gruppo.Da lì il domino. Interpol, Fbi, polizia argentina e autorità cilene incrociano dati, fotografie, ingressi illegali nel Paese. Emergono nomi e volti: Ignacio Zúniga Cortés, Bastián Jiménez Freraut, Rodolfo Cartes Escobar, Alfredo Espinosa Gallardo. Con loro l’argentino Walter D’Amelio, il basista locale che forniva logistica e automobili.

Il primo blitz avviene a Junín. Gli agenti tendono un’imboscata alla vettura e arrestano tre membri della banda mentre tentano la fuga. Nei cellulari trovano video deliranti: i ladri brindano mostrando il bottino appena rubato a Del Potro. Nelle ore successive altri due arresti, tra Argentina e Cile. La cellula è smantellata.
Adesso i cileni attendono l’estradizione verso gli Stati Uniti, dove rischiano fino a dieci anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata al trasporto di beni rubati. Parte della refurtiva è stata restituita alla famiglia Del Potro.

27 maggio 2026 ( modifica il 27 maggio 2026 | 21:19)