di
Luca Bertelli

L’analisi a “Viva el futbol”: «Baggio ha fatto benissimo a Bologna e Brescia, non ha fatto bene a Inter e Milan, benino alla Juve. Totti? Lui più qualità fisiche, io più genio. Avevo anche molte più cose rispetto ad Alex: lui aveva più continuità, ma meno qualità e io ero migliore come genio e personalità».

Antonio Cassano non ha problemi a dire ciò che pensa, anche se sa che causerà polemiche specie sui social. Il talento di Bari vecchia, classe 1982, ha sempre ritenuto di essere stato superiore a molti campioni che hanno avuto più considerazione, rispetto a lui, nel corso degli anni. Campionissimi italiani, ma a lui inferiori. Almeno come genio calcistico e qualità che poi, lui stesso lo ammette, non ha saputo del tutto dimostrare in campo rispetto al suo potenziale.

A “Viva el futbol”, il programma del quale è protagonista insieme a Daniele Adani e Nicola Ventola, il barese ha sganciato alcune delle sue “bombe”, stuzzicato da Adani che gli ha proposto un gioco: davanti ai nomi di alcuni grandi calciatori del passato, e del presente, doveva indicare se fossero (o siano ancora) migliori di lui.



















































Tra gli italiani, non ha fatto sconti a nessuno. A cominciare da Roberto Baggio, uno dei suoi idolo di infanzia: «Roby ha fatto benissimo nel 1994 al Mondiale (l’anno prima, però, era stato Pallone d’oro, ndr) ma a differenza mia ha fatto poco nelle big: ha fatto benino solo all’inizio alla Juve. Ha fatto benissimo a Bologna e Brescia, non ha fatto bene a Inter e Milan. Io mi piacevo di più: lui faceva più gol di me, ma come ultimo passaggio e come giocatore geniale preferisco me stesso a lui».

Stessa sorte per Francesco Totti, suo amico e compagno alla Roma: «Io più genio, lui più qualità fisiche, ma se rinascessi sceglierei di essere Cassano e non Totti». Poco zucchero anche verso Alessandro Del Piero: «Tutta la vita io rispetto a lui: avevo molte più cose di lui e avevo più qualità, dribblavo meglio, più forza fisica, più ultimo passaggio. Lui aveva più continuità, ma meno genio e meno personalità, anche se parliamo di un fuoriclasse. Io proteggevo meglio la palla, ero più forte di testa».

Cassano ha poi messo in fila anche altri campioni stranieri: «Scelgo me stesso anche con Rivaldo, a livello qualititativo e di genio, anche se aveva un sinistro magistrale. Kakà? Tecnicamente e come genio io sempre, lui aveva cambio di passo ma nel dribbling e nell’ultimo passaggio ero meglio io coasì come rispetto a Batistuta e Dembelè. Yamal? Fortissimo, gioca in un ruolo diverso rispetto a me, ma mi piacevo troppo io: nella mia follia ho giocato in squadre clamorosamente forti, senza allenarmi e con le mie follie, sempre sovrappeso…».

Ecco invece chi entra nell’olimpo, secondo Cassano, oltre al suo idolo Messi: «Iniesta mi supera, è il centrocampista più forte che la storia del calcio mi abbia fatto vedere. Anche Ronaldinho, lui ha fatto 5-6 anni in cui io non sono arrivato a quel livello. Romario era più forte di me, così come Ronaldo il fenomeno, Neymar e ovviamente Messi: neanche in tre vite posso avvicinarmi a Lionel, è l’unico che sceglierei al posto mio se dovessi rinascere. L’unica affinità è che potevo giocare con lui, in quel Barcellona». 


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27 maggio 2026 ( modifica il 27 maggio 2026 | 18:25)