RIPALTA ARPINA – Un’esperienza carica di fascino. Un lento viaggio in mezzo alla natura tra paesaggi ricchi di meraviglia e di storia. Una scoperta della Toscana nascosta attraverso la bicicletta prevalentemente su strade sterrate. Quattro ciclisti del team Gravel Valpadana di Ripalta Arpina hanno partecipato al Tuscany Trail. È un appuntamento speciale, in cui lo sport incontra l’avventura. Dove il cuore pulsa non solamente per la fatica, ma anche per le tantissime emozioni che si vivono lungo il percorso, in una cornice autentica.
Il presidente del team, Michele Piech, da pochi giorni eletto anche numero uno del ciclismo provinciale, ha affrontato questa esperienza insieme ai cremaschi Marco Molon, Marco Confortini e Matteo Coati in sella a una gravel.
La traccia Gps in mano, i bagagli sulla bici e tanta voglia di affrontare un’esperienza che si è rivelata in tutta la sua splendida unicità. I quattro ciclisti hanno affrontato l’itinerario in quattro giorni per un totale di circa 500 chilometri pedalati e un dislivello complessivo di quasi 5.000 metri. Tutto questo senza alcun cronometro da controllare, ma unicamente con l’energia della passione e tanto entusiasmo.
I quattro cremaschi sono stati tra i seimila partecipanti in arrivo da tutto il mondo per un evento proposto per la prima volta nel 2014. «Ci siamo dovuti iscrivere lo scorso dicembre — ha spiegato Piech — perché le richieste vanno ogni anno ben oltre il numero massimo fissato dagli organizzatori e per partecipare è necessario pertanto muoversi velocemente e per tempo». Anche questa edizione è stato caratterizzata da un fiume di appassionati che si è mosso da Venturina Terme (nel Livornese) e ha proseguito inizialmente lungo la costa della Maremma, per poi indirizzarsi nell’entroterra tra piccoli centri, più o meno famosi, sino a tornare nella località costiera di partenza. Un viaggio sempre in mezzo alla natura, tra macchia mediterranea e vigneti. «La nostra prima tappa — ha raccontato Piech — è stata di 65 chilometri con arrivo a Castiglione della Pescaia, la successiva è stata la più lunga, di 142 chilometri, che ci ha portato a Torrenieri, nel Comune di Montalcino. Altri 110 chilometri e siamo arrivati a Montaione, nei pressi di Firenze, infine il ritorno alla partenza con una frazione di 127 chilometri».
Un’avventura di quelle che ti catturano e restano indelebili, impresse nella mente, ma anche nel cuore: «È stata fantastica per la capacità di proporre un percorso ricco di fascino seguendo interamente strade bianche e lontano dal traffico quotidiano. Lo sforzo richiesto nei quattro giorni di itinerario è stato ripagato da panorami mozzafiato, dalla scoperta di piccoli borghi davvero speciali nel cuore della Toscana. È stata una esperienza davvero unica, che vogliamo assolutamente ripetere».


