Il presidente nerazzurro esclude la cessione del centrale, fino a poche settimane fa nel mirino del Barcellona. Il tedesco piace in Germania e in Premier League: la sua valutazione è di 40milioni
Alessandro Bastoni è partito per le vacanze, lontano dal chiacchiericcio appiccicoso che lo ha accompagnato negli ultimi mesi. Prima, però, sia lui che l’Inter si sono dati appuntamento ad Appiano tra 40 giorni: sono convinti entrambi di rivedersi a metà luglio. I dubbi (reciproci) sono, infatti, sfumati man mano che il Barcellona si defilava all’orizzonte. Oggi il difensore nerazzurro non si vede, infatti, da nessun’altra parte che non sia Milano, e non è una considerazione banale, ripensando agli incontri (più di uno) dei suoi rappresentanti con gli emissari dalla Catalogna: sembrano lontani, ma erano l’altro ieri. Allo stesso tempo, il suo club esclude ormai sdegnato l’ipotesi di una cessione tanto importante, complicata da ogni punto di vista. Anzi, è stato il presidente a ribadirlo chiaro e tondo proprio ieri in tv: “Penso che i tifosi possano dormire sonni tranquilli su Bastoni – ha dichiarato Beppe Marotta durante una lunga intervista concessa a Giorgia Rossi di Dazn -. Noi per principio non siamo dei venditori. Se un giocatore va via, è perché anche lui ha espresso la volontà di andare via. Devo dire che nel caso di Alessandro assolutamente non è successo. È contento qui, quindi non abbiamo la necessità di doverlo cedere. Penso che starà ancora con noi…”.
inter, parte bisseck se bastoni resta?—
La trincea è scavata attorno all’azzurro, anche perché potrebbe essere un altro collega di difesa il candidato a partire: negli ultimi giorni l’Inter ha verificato quanto forte e sparso sia l’interesse per Yann Bisseck, sia dalla “sua” Germania che dalla Premier League. Il tedescone ha appena scelto di rivolgersi a un nuovo, navigato rappresentante: Giovanni Branchini ha ottimi uffici nell’area sportiva nerazzurra e in questi luoghi un cambio di agente alle porte del mercato non è mai casuale. Ma non è un caso nemmeno che Bastoni si sia definitivamente riconnesso con il pianeta interista: hanno avuto un peso le tante e variegate dimostrazioni d’amore ricevute. Nei giorni più duri delle contestazioni sui campi di mezza Italia, ancora di più dopo l’infausto rosso preso in Bosnia, gli sono stati vicini davvero tutti, dalla società all’intero staff tecnico, per non parlare dei tifosi. Ha fatto il resto l’abbraccio collettivo della città dopo il doblete: i cori personalizzati per invogliarlo a restare, ripetuti anche in piazza Duomo mentre la squadra mostrava le due Coppe dalla terrazza, hanno cancellato fino all’ultima tentazione straniera.
le parole di marotta su bastoni—
Marotta ha comunque usato altre parole per difendere una volta ancora il suo talento, troppo a lungo nel mirino di diverse frecce in questo 2026: “Bastoni va giudicato dalle persone che lo conoscono: è un bravo calciatore e un bravissimo ragazzo – ha aggiunto il presidente -. Cosa ha commesso? Nulla di grave, un gesto che nel mondo del calcio ho visto già 40 anni fa e lo rivedo oggi. L’enfasi mediatica oggi è incredibile, 40 anni fa non c’era. È un errore dettato dall’istinto più che dalla razionalità. Lui per primo lo ha capito, ma questo linciaggio morale che lo ha accompagnato… È un patrimonio dell’Inter e del calcio italiano. Degnamente indossa la maglia azzurra e fa parte del nostro zoccolo duro assieme a Barella e Lautaro”. Deve ancora arrivare giugno e niente può mai essere davvero escluso tra le mille curve del mercato, però il mancinone di Chivu è “dentro” l’Inter oggi più di ieri. Anzi, ha già parlato con l’allenatore della difesa che sarà: la linea a tre non è in discussione, a maggior ragione con la prevista permanenza dell’azzurro, ma cambierà qualche faccia attorno a lui. Una al posto di Acerbi, probabilmente due se proprio Bisseck porterà una ricca plusvalenza: per il tedesco sono stati già rifiutati più di 30 milioni in passato, adesso l’Inter parte da una valutazione di una quarantina.
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