di
Carmen Plotino

La presidente del Consiglio ospite di Mattino Cinque

La premier Giorgia Meloni, intervistata a Mattino Cinque, tocca soprattutto temi di politica interna, economia e rapporti internazionali, con un taglio molto orientato a dimostrare la stabilità del governo e la difesa dell’azione dell’esecutivo. In giacca beige gessata, e capelli stirati, affronta la sfida della mattinata in tv.

La prima domanda è sulla preoccupazione per la crisi energetica e Meloni risponde che «i provvedimenti del governo saranno puntuali – e spiega – Comprendo la preoccupazione dei cittadini, che è anche la mia, però voglio anche dire ai cittadini che possono stare certi del fatto che il governo fa tutto quello che può e che deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo». 



















































I bonus anti crisi

«Il taglio delle accise è servito per non far aumentare i prezzi e l’inflazione». E sottolinea quanto fatto con gli autotrasportatori che volevano scioperare: «Li abbiamo incontrati e lo sciopero è stato annullato. Inoltre, nel 2025 quasi 2 milioni di cittadini, grazie al bonus sociale, hanno ricevuto delle bollette con un saldo negativo. Nel 2026 quel bonus è stato aumentato da 200 a 315 euro così come i vantaggi per le piccole e medie imprese del Decreto bollette approvato, arrivano a un totale anche di 9mila, 10mila euro di risparmio sul gas e l’energia. Abbiamo varato moltissimi provvedimenti per abbassare il costo dell’energia».

Francesco Vecchi, il conduttore di Canale5, la spinge a parlare del nucleare e Meloni risponde: «Qualche decennio fa questa nazione ha deciso di rinunciare all’energia nucleare: lo abbiamo pagato. Questo governo ha avuto il coraggio di riaprire il capitolo e di riaprire la produzione di energia nucleare, che è il modo più pulito ed efficace per abbassare i prezzi». 

L’Europa e la richiesta di «flessibilità»

Poi l’Europa e la richiesta di flessibilità per fronteggiare le crisi che il Paese sta affrontando oggi: «Lavoriamo perché si trovi un accordo, siamo molto impegnati a livello diplomatico, è evidente che davanti a una crisi globale, generata dall’Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, abbiamo chiesto all’Europa l’estensione di una flessibilità che è già concessa per le spese in sicurezza e in difesa degli investimenti per attenuare l’impatto che la crisi sta avendo sulle famiglie e sulle imprese».

«Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. Anche se io penso che l’Italia e l’Europa debbano fare di più per difendersi da sole. Vorrei che l’Italia fosse una nazione che non deve dire grazie a nessuno, quindi okay soldi per la difesa ma servono risorse anche per l’energia».

Sul piano comunicativo, Meloni usa spesso in tv uno stile molto diretto: cerca di parlare a un pubblico generalista, non solo politico. Poi Vecchi apre sul tema governo di casa e le chiede se percepisce un «logoramento che l’opposizione le rinfaccia spesso ultimamente». 

Il «logoramento», il voto degli islamici

Meloni ride. «L’opposizione scommette» sul nostro logoramento «da prima che ci insediassimo – dice sempre ridendo –  ci dava per spacciati dopo sei mesi e siamo diventati il secondo governo più longevo. Sui pronostici la sinistra non è fortissima, se guardiamo anche il voto di VeneziaElly Schlein diceva “vinciamo a Venezia e mandiamo a casa la Meloni”. E a Venezia ha vinto il centrodestra». «Non sono preoccupata, non ho paura». «Non è una questione» di record di durata dell’esecutivo, ha puntualizzato, «noi abbiamo visto in questi anni quanto la stabilità del governo, la continuità nelle scelte, la possibilità di mettere in campo una visione, producano dei risultati». 

«Producono risultati in termini di credibilità a livello internazionale, producono dei risultati sulle alleanze che puoi stringere, sugli investimenti che puoi attrarre, sulla strategia che metti in campo, sul fatto che non getti i soldi dalla finestra, perché non devi rincorrere un consenso. E quindi penso che questa continuità e questa stabilità siano state una grande occasione per l’Italia e spero che possa, in ogni caso, indipendentemente da quello che accadrà quando andremo alle prossime elezioni, una normalità conquistata capace di rimanere».

Poi il discorso si sposta sui fatti di cronaca, il rischio di infiltrazioni terroristiche e il voto degli islamici. «Il Parlamento sta discutendo una proposta di legge di Fratelli d’Italia che è contro il separatismo islamista: prevede tra le altre cose la trasparenza nei fondi destinati ai luoghi di culto, il divieto di indumenti che impediscano il riconoscimento del volto, pene più severe per i matrimoni forzati. Il mio auspicio è che, essendo una cosa di buonsenso, possa essere presto approvata con il contributo anche di tutte le forze politiche. Poi qualcosa mi dice che magari l’opposizione non la sosterrà, visti anche i rapporti di alcuni esponenti della sinistra con associazioni islamiche di stampo radicale, che io personalmente considero abbastanza gravi, soprattutto nel contesto attuale». 

Il tema migranti

«Io penso da tanto tempo che una parte di questo enorme interesse per l’immigrazione illegale di massa che alcuni partiti hanno avuto, avesse in fondo anche un interesse di carattere elettorale, cioè sostenere quelle masse per poi fidelizzarne il consenso. Noi non siamo tra i partiti che hanno fatto questa scelta». Poi Vecchi le chiede che voto dà al suo governo sul tema migranti. «Lo devono dare gli italiani. Io di carattere non sono soddisfatta mai, è uno dei miei marchi di fabbrica, però penso sia un dato di fatto che questo governo ha realizzato un cambio di passo totale rispetto al passato. Abbiamo invertito la tendenza in modo drastico. Non lo dico io, lo dicono i numeri». E snocciola qualche cifra. «Ad oggi gli sbarchi, rispetto al 2023, sono diminuiti addirittura dell’80% e di oltre il 40% rispetto a quando siamo arrivati al governo – spiega la premier -, e sono aumentati i rimpatri, anche questo molto importante. Nel 2022, ogni 100 immigrati illegali che sbarcavano sulle nostre coste, ne venivano rimpatriati circa quattro. Oggi ne vengono rimpatriati almeno 35».

Modena: «Il rischio si tratti di fondamentalismo»

La presidente del Consiglio su quanto successo a Modena non ha le idee chiare, «molto difficile avere un’idea definitiva perché ci sono informazioni che vanno in un senso o nell’altro, cioè sia nel senso del caso psichiatrico sia nel senso di precedenti che erano invece legati anche a un’idea di fondamentalismo. Aspettiamo il lavoro definitivo degli inquirenti, della magistratura che possa darci una una lettura definitiva». «Chiaramente io guardo allo scenario peggiore possibile che nel caso nostro ovviamente è quello del rischio fondamentalista e su questo noi siamo concentrati ma ci siamo mossi molto prima del conflitto – ha continuato Meloni -. Sappiamo quali sono le conseguenze nazionali che possono derivare dalle crisi internazionali: il nostre comitato anti-terrorismo, la nostra intelligence, le nostre forze dell’ordine a tutti i livelli sono dall’inizio mobilizzati».

Natalità, maternità, posto fisso

Poi, dopo circa un’ora di domande e risposte, gestite senza affanni, affronta anche il tema della maternità. «Il governo molto ha lavorato sul tema del sostegno alla maternità, del sostegno alla natalità, concentrandosi particolarmente non solo sui salari e il lavoro, ma sui salari e sulle mamme, perché io non ci sto al racconto che è stato fatto per tanti anni per cui la natalità è nemica del lavoro delle donne. Noi dobbiamo costruire meccanismi che garantiscano loro la libertà di non dover scegliere tra avere un bambino e avere un posto di lavoro. Abbiamo costruito una serie di benefici, chiaramente nel caso limite in cui una donna potesse cumulare tutti questi benefici arriviamo anche a parlare di benefici fino a 11mila euro l’anno, ma quello minimo è di circa 3mila euro e quindi vuol dire semplicemente che è una priorità che ci siamo dati in questi tre anni e mezzo». 

«Un augurio agli italiani per i prossimi mesi? La pace nel mondo, la più scontata delle risposte. Nel senso che chiaramente se non c’è stabilità di fondo è tutto molto più difficile. Se c’è stabilità di fondo e prevedibilità è più facile per tutto. Lo auguro per gli italiani e, garantisco, anche per me stessa perché non è facile lavorare così». 

Articolo in aggiornamento…


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28 maggio 2026 ( modifica il 28 maggio 2026 | 11:01)