Lo storico ds, protagonista nelle ultime sei stagioni con una promozione e il record di quattro salvezze consecutive, ha manifestato la volontà di prendersi un periodo di riposo

C’è stata l’era di Vucinic, Bojinov e Chevanton. Poi quella di Hjulmand, Umtiti, Krstovic e Dorgu. Adesso, invece, è l’ora del riposo. Pantaleo Corvino ha deciso di lasciare il Lecce sei anni dopo il suo ritorno nel Salento, dove aveva già lavorato dal 1998 al 2005. Ha riportato il club giallorosso in Serie A (con tanto di trionfo nel campionato di Serie B 2021/2022) e, per quattro stagioni consecutive, è riuscito a centrare l’obiettivo-salvezza. Ha vinto uno scudetto Primavera e lanciato giovani che oggi brillano a livello internazionale. Poche ore fa, infine, ha detto stop: soddisfatto, ma soprattutto stanco, Corvino ha ritenuto che fosse arrivato il momento di fare un passo indietro.

“ritiro” in campagna—  

Tradizione vuole che, dopo un’annata ricca di emozioni, Pantaleo si ritiri nella sua villa in campagna e si isoli qualche giorno per riprendere fiato. Una volta raggiunto l’obiettivo stagionale, ben consapevole di avere davanti un’estate a dir poco frenetica, Corvino ha da sempre abituato i suoi collaboratori a un breve periodo di assenza: una tradizione consolidatasi negli ultimi anni, quasi scontata per chi lavora al fianco del direttore. Quest’anno, però, qualcosa è cambiato. Già da qualche mese Corvino si diceva stanco, provato dallo stress della lotta salvezza e dai giudizi di una piazza che, sin dalla sua prima avventura, si è sempre spaccata quando si parlava del suo operato: per ogni tifoso che lo applaudiva ce n’era un altro che lo criticava, ma Pantaleo si tappava le orecchie e andava dritto per la sua strada.

gli ultimi giorni—  

Dopo la vittoria di domenica contro il Genoa, che ha sancito la quarta salvezza consecutiva del club giallorosso, Corvino non si è presentato sul prato del Via del Mare per festeggiare e, nelle successive ore, ha staccato il telefono per concedersi un po’ di relax. Quattro giorni di passeggiate al mare e pomeriggi in campagna sono bastati per farlo arrivare alla tanto attesa decisione: più di così è forse impossibile fare e, a questo punto, è meglio salutare quando il “suo” Lecce si sente più sano che mai. Uno stadio in piena fase di restyling, un centro sportivo di proprietà in fase di costruzione, un settore giovanile ben più competitivo di come l’aveva trovato e una prima squadra che, in Serie A, non aveva mai trascorso così tanti anni consecutivi in tutta la sua storia.

il dopo-corvino—  

Puntando sulle competenze di Corvino, Saverio Sticchi Damiani è riuscito a far compiere al Lecce un salto di qualità. Adesso, però, il presidente è chiamato a un’impresa ancora più ardua: trovare un nuovo dirigente che non faccia rimpiangere don Pantaleo, un cavallo di razza più unico che raro. I nomi sul tavolo sono già noti: in prima linea c’è il leccese Stefano Trinchera, che ha svolto il ruolo di ds affiancando Corvino negli ultimi cinque anni. Occhio, però, anche alle soluzioni esterne: Sean Sogliano piace alla società ma è vicino al rinnovo di contratto con il Verona. Il 30enne Matteo Lovisa, invece, si è messo in luce con la Juve Stabia e si sente pronto per il salto di categoria.