di
Antonio Carioti
La battaglia in Italia e il primato della Nuova Zelanda
«Prima o Dopo» è uno dei giochi del Corriere della Sera. Ogni giorno viene proposta una sfida di cultura generale: una sequenza di dieci eventi da collocare correttamente lungo una linea del tempo, in ordine cronologico. «Prima o Dopo» consiste nel capire se un determinato evento è accaduto prima o dopo rispetto agli altri della lista, fino a ricostruire l’ordine corretto dell’intera sequenza. Ogni mercoledì, sul sito del Corriere, viene svelata la data di uno degli eventi del gioco, fornendo un indizio utile per completare la griglia e avvicinarsi alla soluzione finale. Un modo per mettere alla prova la propria memoria storica, la logica temporale e la conoscenza degli eventi che hanno segnato la storia.
Il «Prima o Dopo» di oggi, giovedì 28 maggio: la data da ricordare è 2 giugno 1946
Tra pochi giorni celebreremo l’ottantesimo anniversario della data che il 2 giugno 1946 vide non solo la Repubblica prevalere sull’ipotesi di una permanenza di casa Savoia al vertice dello Stato, ma anche il primo voto esercitato in Italia su scala nazionale dalle donne. C’erano già state elezioni amministrative parziali con il suffragio femminile, ma comunque questa riforma era stata introdotta dopo la Liberazione. Certamente in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, come la Gran Bretagna e la Germania. Bisogna aggiungere però che tale preclusione nei confronti delle donne, dovuta anche ai vent’anni di dominio del fascismo, regime dittatoriale fortemente maschilista, era durata quasi altrettanto in Francia, cioè nella culla della grande rivoluzione promotrice dei diritti dell’uomo. Mentre può apparire sorprendente che la prima caduta della discriminazione fosse avvenuta oltre mezzo secolo prima in un ambiente coloniale, la Nuova Zelanda.
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Le suffragette della Nuova Zelanda
Siamo nel 1893 e quel Paese dell’Oceania è un possedimento della Corona britannica, pur essendo dotato di ampi spazi di autogoverno e di un proprio parlamento (l’indipendenza nell’ambito del Commonwealth arriverà alcuni anni dopo, nel 1907), eletto però soltanto dai maschi. Per giunta sono forti le tensioni tra i coloni anglosassoni e gli indigeni maori, sfociate in diversi conflitti cruenti nella seconda metà del XIX secolo. Nello stesso periodo approdano in Nuova Zelanda le rivendicazioni delle suffragette, le militanti che si battono per il voto alle donne nell’Impero britannico e negli Stati Uniti. Figura centrale di queste lotte nel Paese del Pacifico è Kate Sheppard, una fervente cristiana evangelica impegnata nella battaglia contro la piaga dell’alcolismo. Lei anima la pubblicazione suffragista The White Ribbon (Il nastro bianco, simbolo di purezza femminile) e il movimento Woman’s Christian Temperance Union (Wtcu), impegnato a contrastare la diffusione della dipendenza da alcolici.
Il voto e la lotta all’alcolismo
Una delle ragioni addotte da Kate e dalle sue numerose compagne per chiedere il voto alle donne è appunto l’opportunità di promuovere con il suffragio femminile la limitazione di un consumo ritenuto immorale e patologico, rovina di tante famiglie e fonte di pesanti sofferenze per le mogli degli uomini dediti all’ubriachezza. Non a caso tra gli oppositori della riforma ci sono in prima fila produttori e commercianti di alcolici. Non bisogna peraltro dimenticare, accanto a Sheppard, il contributo di un’altra coraggiosa militante di etnia maori, Meri Te Tai Mangakahia, sostenitrice del voto anche per le donne della sua gente. All’epoca gli indigeni hanno un loro parlamento, che sarà peraltro in seguito smantellato, e votano per quello nazionale in collegi separati.
28 novembre 1893: le donne alle urne
Sta di fatto comunque che, dopo una serie di petizioni firmate da decine di migliaia di donne, il parlamento neozelandese vota il 19 settembre 1893 a favore del suffragio femminile, che viene esercitato per la prima volta dalle elettrici (anche di etnia maori) nelle consultazioni del successivo 28 novembre. Indubbiamente due date storiche, anche se si trattava soltanto di elettorato attivo. Solo nel 1919 alle donne della Nuova Zelanda sarà attribuito il diritto di candidarsi al parlamento. Ma un tabù era stato spezzato per la prima volta al mondo, sia pure in una terra isolata in mezzo al Pacifico.
Le altre sfide del Corriere
«Prima o Dopo» è la sfida che mette alla prova la tua memoria storica con una sequenza di dieci eventi da collocare correttamente lungo una linea del tempo. Un modo veloce e divertente per allenare la mente, come le altre proposte di Corriere Giochi: In altre parole di Massimo Gramellini, il Quiz del Corriere di Paolo Virtuani, l’Apegramma, il Cruciverba, il Sudoku e il Crucipuzzle.
28 maggio 2026 ( modifica il 28 maggio 2026 | 18:16)
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