Roma, 27 maggio – In tempi in cui le informazioni hanno carattere alluvionale e ci sommergono a prescindere dalla nostra volontà di cercarle, generando fenomeni come il cosiddetto “paradosso dell’informazione” (in parole semplici, la situazione in cui avere più informazioni non porta necessariamente a una migliore comprensione o decisione, ma spesso al suo esatto contrario), è del tutto evidente che presidiare il terreno delle notizie che vengono diffuse in materia di scienza, salute e medicina è diventato una necessità vitale.
E non è certo un caso se – su questo fronte – si sono mosse da tempo (et pour cause) le stesse istituzioni: si pensi alla sezione del sito del Ministero della Salute dedicata alla fake news, o ai documenti per contrastare le “bufale”sui vaccini dell’Iss, solo per fare due esempi, ma anche una pletora di soggetti come, per citarne uno, la Fnomceo (con il servizio Dottore, ma è vero che…? reso disponibile sul portale istituzionale della Federazione).
Nel novero delle attività finalizzate a “sanificare” (è il caso di dirlo) le notizie che circolano quotidianamente nell’infosfera in materia di salute (che aumentano esponenzialmente in occasione di nuove emergenze epidemiche e sanitarie, quando i cittadini si trovano un una condizione
di maggiore fragilità e cercano risposte affidabili alle loro paure), si segnala e spiccail contributo del Risp, Report infodemico per la Sanità pubblica, prodotto a partire dal dicembre 2023 dal Pisa Public Health Research Lab dell’Università di Pisa diretto da Caterina Rizzo (nella foto) e coordinato da Cesare Buquicchio. Il report è compilato seguendo il framework Who Unicef Infodemic Insights Report sulla base delle più recenti teorie nel campo del social listening da un team multidisciplinare costituito da medici esperti in salute pubblica, clinici, giornalisti, data scientist, esperti di comunicazione, internet e digital marketing.
L’ultimo Risp, riferito alla settimana dal 13 al 19 maggio, ha avuto inevitabilmente due protagonisti: l’hantavirus, subito protagonista in ogni più recondito angolo dell’infosfera dopo il focolaio registrato sulla nave Mv Hondius, e l’epidemia di Ebola. Il Report registra che – proprio per l’effetto dell’irruzione di Ebola, l’ondata informativa su hantavirus perde intensità, senza però scomparire. Dopo la fase di crescita esponenziale registrata nella settimana 6-12 maggio (+500% di contenuti prodotti), la narrazione su hantavirus è entrata in una fase di stabilizzazione e raffreddamento, in particolare dopo la conferma che al momento non c’è nessun caso positivo in Italia.
Per contro, l’emersione improvvisa di Ebola è subito diventata il nuovo tema competitivo nel dibattito pubblico digitale. Dal 18 maggio sono stati rilevati dgli analisti del Risp circa 4.500 contenuti dedicati al virus, con un incremento del 3.200% rispetto ai giorni precedenti. A differenza di quanto avvenuto nelle prime fasi di hantavirus, Ebola si sta diffondendo contemporaneamente su fonti giornalistiche primarie, news online e, soprattutto, social media, segnalando una capacità sempre più immediata dell’ecosistema digitale di reagire ai temi sanitari ad alta emotività.
“Il caso Ebola mostra come oggi basti l’emersione di un potenziale rischio sanitario, perché l’ecosistema digitale entri immediatamente in uno stato di accelerazione informativa” commenta la professoressa Rizzo, ordinaria di Igiene di UniPi e direttrice del Risp. “La velocità con cui il tema ha conquistato spazio nella conversazione online dimostra che i social non seguono più i tempi del ciclo mediatico tradizionale, ma reagiscono in tempo reale a contenuti ad alto impatto emotivo. In questi contesti il rischio non è soltanto la viralità delle notizie, ma la rapidità con cui possono consolidarsi interpretazioni distorte, allarmismi e narrazioni prive di basi scientifiche”.
Il report Risp analizza la conversazione online su hantavirus ed Ebola attraverso monitoraggio quantitativo dei contenuti web e social tramite la piattaforma Extreme, analisi qualitativa dei contenuti virali su Instagram e TikTok, monitoraggio dei lanci delle principali agenzie di stampa italiane e analisi delle ricerche degli utenti tramite Google Trends.