Tra tele e colori ha vissuto fin da piccola, grazie a sua madre pittrice («oggi però non dipinge più e si dedica alla poesia» tiene a sottolineare). Non ci pensava allora, ma qualche anno fa si è buttata a sua volta nella pittura e adesso ritiene questa attività una necessità espressiva di cui non può fare a meno. Un modo per esprimersi al meglio, «un’esigenza, qualcosa di cui non posso fare a meno» dice. Daniela Chiriacò, classe ’86, è nata a Catanzaro, ma vive a Parma dove ha studiato e si è laureata. Farmacista di professione, dedica la gran parte del tempo libero alla creazione di mondi vivacissimi fatti di natura e colore.
Autodidatta, ha studiato la storia dell’arte al liceo. «Sto cercando di approfondire le mie nozioni da scuola superiore. Ho cominciato a dipingere 6 anni fa, così, per gioco. Riguardando i lavori degli esordi intravvedo una timidezza che sta via via svanendo. Oggi mi sento più sicura perciò i tratti sono molto più decisi».

Daniela Chiriacò: in corso la personale al Cubo
Non pensa a riferimenti nelle avanguardie novecentesche quando riflette sulla sua produzione pittorica. «Amo gli Impressionisti – spiega -. Ma con il mio lavoro non hanno nulla a che fare. Se ci sono segni di influenza con le correnti moderne e contemporanee sono istintivi, non voluti. Per me la pittura è espressione di ciò che non si può dire a parole».
Fino al 24 maggio alla Galleria bianca del Cubo di via Spezia è in corso la mostra «Visioni a colori», raccolta di 15 quadri (acrilici su tela) e 5 vasi realizzati tra il 2024 e il 2026, aperta tutti i giorni fino a mezzanotte anche la domenica. Il viaggio nel mondo multicolor di Daniela Chiriacò spazia dai paesaggi marini fatti di vele e spiagge a personaggi inventati come la duchessa di Manchester o il Faraone di Tebe. Nessun filo logico, solo l’esplosione di una fantasia senza freni.
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