di
Carlotta De Leo
La richiesta del FoSSC che riunisce 75 società scientifiche di ospedalieri e universitari. Cognetti: i nuovi trattamenti sono un investimento e non un costo
No a nuovi tagli alla spesa farmaceutica e garantire l’accesso alle terapie innovative: è un appello alla politica quello che arriva dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 Società Scientifiche di medici ospedalieri e universitari. Una teleconferenza da cui sono emersi i dati interessanti sull’aumento delle spese a carico dei cittadini per l’acquisto di terapie.
In Italia nel 2025 la spesa farmaceutica totale è stata di 25 miliardi di euro e si è registrato un aumento del 15%, circa 3 miliardi, rispetto al 2023. Il 28% del totale è a carico dei cittadini anche il prezzo dei farmaci oggi è inferiore rispetto a numerosi Paesi europei (in media circa il 20-30%).
A promuovere l’attenzione su questo argomento è stata tempo fa una nota del ministro della Salute Orazio Schillaci, inviata ai vertici dell‘Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Il ministro della Salute chiedeva, insieme con il Sottosegretario Gemmato, interventi correttivi e di iniziative formali su questa materia.
«La crescita della spesa farmaceutica anche a carico dei privati non può essere una sorpresa – ha sottolineato Francesco Cognetti, Coordinatore FoSSC Si tratta di un fenomeno legato all’invecchiamento della popolazione la cui speranza di vita in Italia ha raggiunto gli 84,1 anni. È la più alta in Europa nonché la seconda al ondo dopo il Giappone». L’altro principale motivo, continua Cognetti, «è lo sviluppo della ricerca e l’arrivo di farmaci innovativi ad alto costo. La disponibilità di terapie efficaci posiziona l’Italia agli ultimi posti nel mondo per mortalità da malattie prevenibili e curabili. Un paziente con leucemia negli anni 90 moriva entro pochi mesi mentre oggi può vivere per molti decenni. Un infartuato può dover assumere statine, betabloccanti e anticoagulanti per il resto della vita». Insomma, «chiedere che i costi di queste terapie rientrino in budget pensati 20 anni fa è irrealistico ed impossibile. A nostro avviso non sono auspicabili ulteriori tagli della spesa farmaceutica» afferma Cognetti.
Il Forum chiede quindi che dalla revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale siano esclusi le terapie innovative, i farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale:« Sono dei trattamenti che devono essere considerati non solo una spesa ma anche come un investimento. Le ricadute positive che possono determinare non riguardano solo la salute del singolo paziente ma anche l’intera collettività» aggiunge Cognetti.
«Nel caso della spesa farmaceutica si sottolinea la necessità di dover considerare il diritto alla salute di tutti i cittadini e il diritto alle cure migliori per quelli affetti da importanti patologie – ha affermato Robert Nisticò, Presidente Aifa -. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra questi principi inderogabili e la sostenibilità economica per il nostro Paese».
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28 maggio 2026
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