La gestione delle trattative ha fatto infuriare Spalletti. Ora è previsto un vertice con Elkann e Comolli per progettare il futuro, i nomi sul tavolo sono quelli di Brahim Diaz e Tijjani Reijnders
Fuori uno, quasi due. E il terzo nome in cima alla lista dei desideri resta un grande punto interrogativo. L’umore di Luciano Spalletti è più nero che bianco, direttamente proporzionale alle cattive notizie che sta ricevendo in questi giorni. Dietro la rabbia, le tensioni e le liti post derby con l’ad Damien Comolli, c’è anche un mix di frustrazione e delusione per come è finito il campionato e per come è iniziato il mercato. Semaforo rosso per il sogno Bernardo Silva, lo svincolato di lusso del Manchester City che avrebbe dovuto prendere in mano la Signora col suo carisma. Arancione per Alisson, il portiere esperto scelto per guidare il nuovo ciclo bianconero. Quello di Dusan Vlahovic resta un giallo lampeggiante: Spalletti si è speso in maniera totale per il rinnovo del nove, però la palla è in mano al serbo e sembra piuttosto scivolosa. Tra i vari incontri con Bayern, Chelsea e Barcellona non c’è stato ancora modo di sedersi al tavolo con Comolli. Il mercato è soltanto all’inizio, ma Spalletti ogni giorno di più sta toccando con mano le difficoltà. Lucio ha firmato ad aprile, in mezzo alla volata Champions, anche per accelerare le trattative per gli obiettivi. Il paradosso è che il doppio harakiri Verona/Fiorentina, il sesto posto finale, l’esclusione dalla Champions e un pizzico di sfortuna stiano riducendo in pezzettini la lista dei desideri che il tecnico aveva scritto a inizio primavera, quando la Juventus non si sarebbe mai immaginata in Europa League. Spalletti sperava nella magia di Bernardo Silva, ma non si era ancora illuso. Mentre Alisson lo considerava già in porta nei campetti che si disegnano nei vertici con i dirigenti. Vlahovic non lo ha ancora depennato, però si sarebbe aspettato una situazione migliore a 32 giorni dalla scadenza del contratto dell’ex Fiorentina. Il nuovo e imminente summit con John Elkann e Comolli servirà anche per mettere un punto, dimenticare Bernardo Silva & C. e ripartire.
semaforo rosso—
Spalletti ha sognato a lungo Bernardo Silva nella sua formazione 2026-27. Il ragionamento suonava più o meno così: diamogli una maglia, poi la posizione è l’ultimo dei problemi. Luciano aveva anche chiamato il tuttocampista portoghese per convincerlo. Il pupillo di Guardiola ha sempre avuto la Spagna come prima scelta e quando l’Atletico si è fatto avanti deciso, il tecnico ha capito che sarebbe servito un miracolo. Invece è successo il contrario: si è materializzato l’incubo dell’Europa League, la mazzata finale. Adesso l’ex ct confida in uno tra Brahim Diaz (Real Madrid) o Tijjani Reijnders (Manchester City), ma vuole convincere Comolli anche a dare una seconda possibilità in ritiro a Douglas Luiz, di rientro dal prestito all’Aston Villa.
arancione e… giallo—
Alisson, attraverso il telefono di un conoscente comune, aveva parlato col suo ex tecnico dei tempi romani ribadendogli la volontà di raggiungerlo alla Juventus in ogni caso, anche senza Champions. Tanto che Spalletti, forte delle garanzie del giocatore e del club (intesa già trovata per un triennale), si sbilanciava sul nuovo numero uno con gli amici. Alisson ha ripetuto lo stesso discorso fatto a Spalletti anche ai dirigenti del Liverpool nella riunione dei giorni scorsi. Il 33enne portiere verdeoro, 8 stagioni e 9 trofei ad Anfield, si aspettava un trattamento alla Salah, liberato col sorriso, gratis e con un anno d’anticipo. Il muro del Liverpool ha gelato Alisson e impietrito Spalletti, letteralmente spiazzato. Semaforo arancione: servirà un capolavoro diplomatico per trasformarlo in verde. Intanto alla Continassa hanno cominciato a valutare i piani B: dal prestito di Giorgi Mamardashvili, il vice di Alisson a Liverpool, all’esperto David De Gea (Fiorentina) fino ad Alexander Nubel, di rientro al Bayern dopo il prestito allo Stoccarda. Spalletti spera soprattutto in una svolta per Vlahovhc, sempre in sospeso e vicino allo svincolo. I gol del serbo non sono bastati per agguantare la qualificazione in Champions, però potrebbero aiutare il nove a convincere qualche big europea. In quel caso, per il toscano la beffa sarebbe doppia.
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