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Monica Scozzafava, inviata a Napoli, e Monica Colombo

Ufficiale l’esonero a mezzo pec da parte del Milan, Max è libero di firmare. L’ultima alternanza con Conte? A Torino furono scudetto, Coppa Italia e final e di Champions e De Laurentiis ci crede. Un corteggiamento lungo 9 anni

Nel destino di Allegri c’era scritto da tempo che il Napoli avrebbe fatto parte della sua vita professionale. Del settimo anno si dice sempre che sia quello della crisi, per Max e De Laurentiis si rivela invece il momento dell’unione, il più forte. Finalmente, è il sentire di entrambi, pronti soltanto alla firma di un contratto della durata di due anni. È lui il nuovo allenatore. Dal 2019 si piacciono, si rincorrono, si inseguono. L’addio di Conte ha aperto un’autostrada, come fosse: insieme ora o mai più. L’accordo verbale c’è, quello scritto è legato alla risoluzione del tecnico con il Milan e all’intesa sulla buonuscita.Intanto, ieri è arrivata dal club rossonero la pec sull’esonero a firma di Scaroni

Allegri conosce bene la squadra che dovrà allenare, gli piace e non ha pretese eccessive sul mercato: un centrocampista se Anguissa parte (e partirà), un esterno e un vice Hojlund. Proverà a valorizzare alcuni acquisti della scorsa estate (Lang su tutti) che con Conte non avevano trovato un’intesa. 



















































Napoli e Max, dicevamo, un destino scritto: fu Galeone a portarlo da giocatore sotto il Vesuvio, e nel giorno in cui riceve il premio a lui intitolato arriva la svolta sulla panchina. Un segnale, anche questo. Sostituisce Antonio, e se i precedenti hanno un piccolo significato l’ultima alternanza fu alla Juventus: Max vinse scudetto e Coppa Italia e arrivò in finale di Champions col Barcellona

De Laurentiis un po’ ci crede a queste coincidenze, si è fidato del suo istinto, come sempre. Lo stesso che lo aveva guidato nella scelta di Ancelotti e Conte. Con Allegri sono i tre allenatori italiani più forti dell’ultimo ventennio.

Sul tavolo della panchina del Napoli ci sono stati sempre e solo due nomi, Allegri e Italiano. Carte scoperte, dunque. Ma i giochi, però, non potevano essere troppo espliciti. Il poker aveva una posta in palio alta e il bluff a un certo punto è diventato necessario. De Laurentiis ha fronteggiato con piglio l’onda (anomala) del tifo partenopeo che si è espresso a favore del tecnico del Bologna (Italiano ieri ha risolto il contratto con il club di Saputo ) e ha virato verso l’uomo, il tecnico, che ha sempre voluto. 

Massimiliano Allegri, toscano, 58 anni, un palmarès rispettabile (sei scudetti), esperienza internazionale con due finali di Champions. Ma anche due esoneri turbolenti che ne hanno minato in qualche modo la credibilità ultima. Max ha scalzato Italiano, con il quale il presidente del Napoli aveva avuto un incontro martedì a Roma, e ne era stato tentato. Ma il richiamo dell’amico e del vincente è stato più forte. Allegri ritrova il direttore sportivo con cui ha lavorato meglio proprio a Torino: Giovanni Manna, l’ex mago della Next Gen, che Max avrebbe voluto al suo fianco in prima squadra, ma che venne surclassato da Cristiano Giuntoli: fu il preludio ad una stagione di liti e lotte intestine.

Il d.s. ha spinto affinché il binomio vincente si riproponesse a Napoli, pur riconoscendo a Italiano capacità tecniche, un percorso in ascesa negli ultimi anni fra Fiorentina e Bologna. Questione di ore, cadrà l’ultimo velo sulla intensa settimana di mercato e comincerà l’era Allegri. 

L’accordo: un biennale, vanno limate le cifre (si dice 4 -4,5 milioni più bonus), serve però che formalmente ci sia la risoluzione di Allegri col Milan. Se ne riparlerà all’inizio della prossima settimana, quando i legali di Max troveranno la quadra con il club per la buonuscita, visto che il club rossonero risparmia 10 milioni, (dopo il cda di ieri, è il presidente Scaroni ad avere ora il potere di firma). Chissà se nel frattempo i rossoneri avranno schiarito le idee sulla panchina: sfumato definitivamente Iraola, due sono le piste calde in questo momento. La prima porta a Mathias Jaissle, tecnico dell’Al-Ahli proposto da Ralf Rangnick con cui il Diavolo è in trattativa per una posizione da responsabile di tutta l’area tecnica. Mauricio Pochettino, già incontrato la scorsa settimana, cioè prima di Milan-Cagliari, ora ct degli Usa, è l’altra opzione.

Intanto Allegri in Champions ci andrà: ha vinto il Gran Premio di Napoli, sovvertendo il risultato della pole (Italiano) di martedì. Lo ha fatto a suo modo, di corto muso.

29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 09:12)