La notizia era nell’aria già da un po’ e oggi è stata resa ufficiale. Roberto Russo non farà parte del roster 2026/27 della Sir Susa Scai Perugia.

L’addio si consuma dopo sette anni di permanenza e ben quindici trofei conquistati; la sua prossima destinazione sarà la Valsa Group Modena, dalla quale, per sostituirlo, arriverà Giovanni Sanguinetti, tre anni in meno.

L’operazione si inserisce in un contesto di ringiovanimento della rosa e diminuzione di costi, necessaria affinchè un club possa restare competitivo.

Quel club che lo stesso Russo non ha esitato a definire “famiglia”. Giunto nel 2019 da Vibo Valentia il centrale non ha impiegato molto ad imporsi nella realtà bianconera. Diversi sono stati i momenti difficili dovuti agli infortuni, sempre superati di slancio grazie al suo grande carattere.

“È stato un piacere e un onore poter giocare con la maglia di Perugia – ha detto Russo – Sono arrivato sette anni fa, è stato un luogo che mi ha accolto fin da subito nel migliore dei modi, i tifosi sono stati eccezionali, la squadra, poter giocare con dei campioni come Atanasijevic e De Cecco dall’inizio è stato qualcosa di unico, soprattutto mi ha dato la possibilità di confrontarmi con l’alto livello della pallavolo e poter vincere tanti trofei. Quindi sono felice di aver fatto parte di questa famiglia”.

Il suo score finale parla di 179 partite con 817 punti, di cui 326 breakpoint. Ha centrato anche 538 attacchi vincenti, 68 ace e 211 muri.

Perugia significa anche luogo di crescita, come dimostrano anche i risultati ottenuti con la nazionale:

“A livello personale questi anni mi hanno fatto crescere tantissimo, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista umano, quindi a Perugia devo sicuramente tanto. Adesso giocherò dall’altra parte della rete, però il ricordo di Perugia sarà sempre con me e lo porterò sempre nel cuore”.

Il momento più bello risale alla sua seconda stagione: 

“Un’immagine che non dimenticherò mai? Sicuramente quando con “Bata” siamo andati in curva a festeggiare con i tifosi”.

Il riferimento è il contest “il giocatore S.I.R.”: Sudore, Ignoranza, Rispetto, lanciato dai Sirmaniaci nell’ottobre del 2020.

In ogni partita veniva individuato l’atleta che si meritasse questi aggettivi al termine di ogni gara, e quella sera Roberto Russo aveva condiviso il podio e la “corona” con Aleksandar Atanasijevic, arrivando a pari merito.

“Ricordo che mi avevano messo una corona in testa, quel momento è stato indimenticabile!”.

 

 

 



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