Il portoghese per il club resta un giocatore sacrificabile, ma molto dipende anche da chi arriverà dopo Allegri. E lui ha già detto a Ibra di voler restare
Il suo bilancio stagionale, pubblicato nelle scorse ore sui social, ha intenerito qualche cuore fra i tifosi ma di base non ha fatto cambiare idea al club: agli occhi della proprietà Rafa Leao resta un giocatore per il quale vale assolutamente la pena ascoltare eventuali offerte sul mercato. Anche perché i milioni dell’Europa League non saranno sufficienti a garantire i virtuosismi di bilancio senza ricorrere – almeno un po’ – al player trading. E Leao da questo punto di vista, anche se il valore del cartellino si è praticamente dimezzato rispetto a pochi anni fa, può portare in dote una quantità di denaro interessante. Il Milan la pensa così perché la stagione del portoghese, per quanto appesantita da problemi fisici evidenti e duraturi, ha consegnato a tutti la sensazione – piuttosto evidente – che Rafa e il Diavolo siano giunti alla fine di un ciclo. Situazione che può essere fisiologica, quando si sta insieme da sette anni.
impensabile—
Queste però erano riflessioni valide soprattutto fin quando pareva probabile che Allegri rimanesse. Dopo un’annata come questa, trascorsa nel tentativo – vano – di effettuare la migrazione dall’esterno al centro, proseguire nel 3-5-2 di Max sarebbe stato soltanto accanimento tattico. Qualche miglioramento c’è stato, ma Leao era e resta un esterno che ha bisogno di profondità, non una punta centrale a cui è chiesto di fare da punto di riferimento. Poi, la notte di Milan-Cagliari ha prodotto l’impensabile. Allegri ha smarrito definitivamente quel poco di Milan che gli restava e di lì a poche ore è arrivata l’ufficialità dell’esonero. Rafa non ha mai citato il suo nome nel post, ma è ragionevole immaginare che guardi al futuro più che al passato. Ovvero chi potrebbe arrivare sulla panchina. In questo senso, si aprono due scenari. Il primo è dal punto di vista del giocatore, a cui di certo non sono dispiaciute le nuove linee guida date in questi giorni convulsi dalla proprietà: un calcio aggressivo, magari il ritorno alla difesa a quattro, un attacco basato anche sulle linee esterne. Il secondo angolo di osservazione è quello del futuro allenatore, chiunque esso sia: potrebbe arrivare qualcuno che lo stima particolarmente, che lo reputa essenziale per il proprio tipo di gioco. Insomma, un tecnico che potrebbe anche andare a bussare alla porta della dirigenza (quando si sarà insediata…) chiedendo di non mettere il giocatore sul mercato.
ciclo—
Lui, intanto, è in fase di riflessione. E’ sicuramente uscito molto turbato e deluso dal trattamento ricevuto dalla gente rossonera in questi mesi, confidava in una maggiore comprensione dei tifosi, ma non si sente a fine ciclo come invece potrebbe apparire a un osservatore esterno. Tanto da aver comunicato a Ibrahimovic la sua volontà di rimanere per lasciarsi alle spalle la stagione più difficile vissuta a Milanello e tornare a essere uno dei poli d’attrazione della rosa. Probabilmente si sta già di nuovo vedendo sgommare in fascia, con quel sorriso perso ormai da troppo tempo. A questo punto occorre capire due cose banalissime: chi sarà l’allenatore e che cosa pensa di Rafa.
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