Jannik è arrivato alla fine del match con Cerundolo pur in condizioni pietose, ma non ha voluto abbandonare per non mancare di rispetto ad avversario e pubblico

29 maggio 2026 (modifica alle 13:05) – PARIGI

Se è vero che la grandezza di un atleta si vede soprattutto nella sconfitta, la drammatica caduta di Sinner contro Juan Manuel Cerundolo al secondo turno del Roland Garros testimonia una volta di più lo spessore umano, più ancora che sportivo, del più forte tennista italiano di sempre.

vista da fuori—  

La prima qualità di chi ha scelto la competizione agonistica come professione, risiede sicuramente nel rispetto per se stesso, il proprio sport, l’avversario e il pubblico. Ebbene, non c’è dubbio che di fronte al calvario di Jannik a partire dalla fine del terzo set, in molti, tra gli spettatori dello Chatrier e tra quelli a casa davanti alla tv, abbiano pensato che fosse meglio porre fine alla sofferenza ritirandosi. Una richiesta che peraltro dall’angolo del campione non è mai stata prospettata nemmeno dopo quei game in cui Sinner faceva fatica a muoversi: anzi, dal team sono sempre e solo arrivate parole di sostegno. C’è innanzitutto una ragione puramente tecnica, dietro la scelta di non arrendersi: poteva accadere che il malessere rientrasse e la situazione tornasse normale, come successo altre volte.

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rispetto—  

Ma soprattutto c’è un intimo sentimento personale: il ritiro, se non assolutamente necessario, finisce per sminuire la vittoria dell’avversario. Abbandonare significa in un certo senso spostare il focus su se stessi, significa ammettere che solo fattori esterni, e non anche la qualità dell’avversario, siano stati la causa della sconfitta. E poi c’erano i 15.000 dello Chatrier che avevano diritto a godersi lo show, anche se menomato, fino alla fine. In un paio di circostanze la giudice di sedia Tourte ha chiesto a Jannik se se la sentisse di proseguire, ottenendo sempre risposta positiva. Dal canto suo Cerundolo, di fronte a una situazione davvero scomoda, ha mantenuto la lucidità per vincere in un contesto complicato perché, purché non si trascenda, approfittare della debolezza del rivale è una delle prime regole dello sport. Infatti Sinner, subito dopo aver spiegato i motivi del malessere, in conferenza stampa ha fatto i complimenti all’avversario. Dimostrando, una volta di più, che essere numeri uno non è soltanto una questione di numeri.