È arrivata nella notte all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma la dottoressa di Medici senza Frontiere esposta a pazienti risultati positivi a ebola nella Repubblica Democratica del Congo. La dottoressa, visitando e soprattutto operando pazienti in Rdc, era venuta in contatto con persone risultate casi sospetti di Ebola. Questo ha portato alla scelta del rientro precauzionale in Italia. Nel frattempo il Presidente del Consiglio ha scritto ai vertici dell’Unione Europea sottolineando la necessità di adottare misure per coordinare e vigilare le politiche di frontiera.
Meloni scrive a vertici Ue: “Serve coordinamento per vigilanza frontiere”
“L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione”. Per questo motivo, si legge in una nota di palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera al presidente di turno dell’Ue Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’obiettivo, precisa la presidenza del Consiglio, è “sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite”. Meloni “ha proposto l’inserimento del tema della gestione delle frontiere all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026”. In vista di questo appuntamento, il “governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei Ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno per definire le priorità operative”. A “livello nazionale”, recita ancora la nota, ”il ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite”.

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L’Oms annuncia il primo caso di guarigione di un paziente
Nel frattempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il primo caso di guarigione di un paziente affetto da Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. “La repubblica del Congo ha comunicato che il 27 maggio un paziente è guarito, ha lasciato l’ospedale ed è stato dimesso”, ha dichiarato ai giornalisti Anais Legand dell’Oms, aggiungendo che si trattava del “primo caso”. L’Ebola è una malattia infettiva causata dal virus Ebolavirus, noto per provocare una febbre emorragica altamente letale sia nell’uomo che nei primati. Si trasmette esclusivamente attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di individui o animali infetti. Non si trasmette per via aerea.

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