di
Claudio Del Frate
L’ordoigno ha colpito un edificio nella città di Galati. Per Bucarest non si tratta «di un attacco diretto contro la Romania». Il velivolo è una derivazione dell’iraniano Shahed. La Romania chiede di attivare l’articolo 4 della Nato
Un drone partito dalla Russia ha colpito nella notte un edificio a Galati, città della Romania. Quest’ultimsa è un Paese Nato e l’episodio ha suscitato reazioni molto allarmate. Ecco cosa sappiamo finora
* Cosa è successo – Un drone ha colpito nella notte un condominio a Galati, città romena sulle sponde del Danubio vicino al confine con l’Ucraina. L’attacco ha scatenato un incendio che ha provocasto il ferimento di due persone, seppur in maniera lieve. La notizia è stata confermata dal ministero della difesa di Bucarest, secondo il quale il velicvolo è partito dal territorio russo, violando lo spazio aereo della Romania per circa quattrro minuti: faceva parte di uno «sciame» di 43 droni diretti sull’Ucraina.
* Un drone di derivazione iraniana – Il drone era un Geran-2 – versione russa su licenza del drone iraniano Shahed 136 – ma i caccia autorizzati al fuoco non hanno potuto abbatterlo senza rischiare danni maggiori. Lo ha affermato oggi il ministro della Difesa ad interim della Romania, Radu-Dinel Miruta, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Mediafax. «Il drone è stato individuato dal radar. Gli aerei da caccia avevano autorizzazione al fuoco», ha scritto Miruta.
* Perché il drone non è stato intercettato – Le forze rumene non sono riuscite ad abbattere il drone russo perché non c’era abbastanza tempo. Lo ha dichiarato il generale di brigata Gheorghe Maxim in una conferenza stampa citata dai media di Bucarest. «Il primo limite che abbiamo è di natura legale, non possiamo aprire il fuoco rischiando di colpire lo spazio aereo di un paese vicino», ha spiegato. «Inoltre, per intercettare e colpire un bersaglio aereo è necessario un certo tempo che comporta identificazione, classificazione e ingaggio. I 4 minuti che abbiamo avuto a disposizione sono stati estremamente pochi», ha aggiunto Maxim. Il generale ha dichiarato che l’incidente «non è un attacco della Russia contro la Romania», ma che «i rumeni devono capire che la Russia rappresenta una minaccia per la sicurezza dei paesi della regione».
* Bucarest chiede di attivare l’articolo 4 della Nato (cos’è) – L’incidente «rientra nella categoria che giustifica» l’attivazione dell’articolo 4 della Nato». Lo ha sottolineato la ministra degli Esteri ad interim Oana Toiu. «Stiamo parlando – ha aggiunto la ministra – di una consultazione tra
Stati alleati quando uno Stato alleato ritiene che vi sia un rischio per
sé». L’articolo 4 Nato stabilisce che tutti gli Stati membri possono consultarsi ogni volta che, a giudizio di uno di essi, la propria integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza siano minacciate e concordare eventuali misure preventive.
* La Romania espelle il console russo – Poche ore dopo la caduta del drone a Galati il governo romeno ha dichiarato «persona non gradita» il console generale russo a Costanza (quarta città del Paese) e ne ha decretato l’espulsione dal territorio nazionale. Nel frattempo la Nato trasferirà alcuni sistemi di difesa aerea in territorio romeno.
* Le reazioni internazionali – La Nato ha accusato Mosca di aver attuato una «mossa sconsiderata». Per il cancelliere tedesco Merz la Russia «vuole inasprire la situazione». Condanna è arrivata anche dalla premier italiana Giorgia Meloni. L’Alto commissario Ue per la politica estrera Kaja Kallas parla di «violazione palese della sovranità romena». Secondo il Cremlino invece «L’Europa è parte del conflitto con l’Ucraina e non può mediare».
29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 15:08)
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