È stata inaugurata al MAXXI, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026”, la grande mostra con cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo rende omaggio all’ottantesimo anniversario della Repubblica.
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Il progetto espositivo invita a rileggere il nostro recente passato attraverso la lente dell’architettura, riflettendo sui grandi temi in cui è cresciuta e si è distinta l’Italia democratica. I progetti in mostra restituiscono il racconto di pagine dense della storia – non solo dell’architettura – del nostro Paese, interpretandone le istanze culturali, sociali, economiche e politiche.
“Questa mostra – ha dichiarato Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI – sottolinea la vocazione e la missione fondativa del MAXXI che, a fianco al museo di arte, ha previsto il primo e unico museo nazionale di architettura con l’obiettivo di valorizzare e archiviare il patrimonio del Paese. Oggi rendiamo omaggio a una straordinaria stagione di creatività e di impegno civile, valorizzando il contributo di architetti, urbanisti, studiosi e istituzioni che hanno dato e continuano a dare forma concreta ai principi della Repubblica: apertura, partecipazione, progresso e tutela del bene comune. Ringrazio il Presidente Mattarella a nome di tutto il Museo, la sua presenza conferisce a questo momento un significato particolarmente alto e rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro del MAXXI”.
“Inaugurare una mostra dedicata alla vitalità dell’architettura italiana dal 1946 a oggi – ha aggiunto Alessandro Giuli, Ministro della Cultura – significa celebrare ottant’anni di storia della Repubblica attraverso una delle sue espressioni culturali più profonde. In ogni epoca e a ogni latitudine, l’architettura è stata — e continua a essere — una forma emblematica e autorevole con cui una civiltà racconta sé stessa. Per la nostra Italia Repubblicana, è lo strumento con cui abbiamo costruito e abitato gli spazi di vita e di comunità. Ha saputo rappresentare le trasformazioni politiche, sociali ed economiche, dalla ricostruzione fino alle sfide contemporanee”.
Lorenza Baroncelli, Direttore MAXXI Architettura e Design contemporaneo ha infine aggiunto: “Vitalità dell’architettura italiana. 1946-2026 è una mostra che abbraccia tutte le generazioni di architetti dal dopoguerra ad oggi e le colloca nell’eredita del passato, nella tensione del presente e nella fiducia per il futuro”.
La mostra è curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci e sarà aperta al pubblico dal 29 maggio al 15 novembre 2026.

La mostra “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026”
La mostra è introdotta da interviste ad alcuni tra i protagonisti più affermati dell’architettura italiana – Stefano Boeri, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Franco Purini, Elisabetta Terragni, Paola Viganò, Cino Zucchi – e da un’installazione-omaggio al Monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti dello Studio BBPR a Milano, nella reinterpretazione di Matilde Cassani.
La parte iniziale consiste in una raccolta di materiali d’archivio, incentrata sui grandi temi culturali e sociali affrontati da architetti e urbanisti nell’Italia democratica e neorepubblicana. Un’epoca in cui l’architettura italiana “riprende il cammino”, alimentata dall’iniziativa pubblica, generando i grandi progetti che hanno contribuito a tracciare il ritratto della nazione.
Ci si addentra poi nel cuore della narrazione espositiva, con i progetti di otto studi italiani di successo e rinomanza internazionale: Demogo studio di architettura (Simone Gobbo, Alberto Mottola e Davide De Marchi), Treviso; MoDus Architects (Sandi Attia, Matteo Scagnol), Bressanone (BZ); Giulia De Appolonia, Brescia; Francesca Torzo, Genova; Studio Labics (Claudia Clemente, Francesco Isidori), Roma; Barozzi Veiga (Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga) Barcellona, Spagna; Elastico Farm (Stefano Pujatti), Torino; Kuehn Malvezzi (Simona Malvezzi, Wilfried Kuehn, Johannes Kuehn) Berlino.
Sono gli esponenti della cosiddetta “generazione Erasmus”, nata tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta, meno legata alle identità accademiche e più a suo agio nello scenario internazionale, raccontati in mostra da due diversi punti di vista. Il primo è un progetto fotografico, una committenza con la quale Allegra Martin ha realizzato il ritratto di un’opera-manifesto per ciascuno studio. Il secondo è un grande tavolo sul quale ciascun autore ha potuto sintetizzare il proprio peculiare modo di lavorare.
Conclude la mostra, una rassegna delle energie più fresche e promettenti della nostra architettura, con la sezione che espone i progetti finalisti di NXT, il programma con cui da oltre dieci anni il MAXXI invita giovani progettisti a proporre un’installazione da ospitare nel periodo estivo nello spazio esterno del museo.
Una sequenza di schermi accompagna l’ingresso nel Centro Archivi e ospita i video che raccontano le dieci edizioni. All’interno sono esposti i materiali relativi al progetto vincitore di NXT 2026, che entra a far parte della Collezione del museo: Rubato del collettivo HPO. L’installazione sarà fruibile nella Piazza del MAXXI dal 29 maggio, arricchita da un paesaggio sonoro a cura della sound artist Agnese Menguzzato, e sarà inoltre platea d’eccezione per gli eventi estivi.
Esposti anche i quattro progetti finalisti di quest’anno, proposti dai gruppi Associates Architecture, Atelier Vago, Facchinelli Daboit Saviane, m²ft architects.
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