Il tecnico dei francesi sulla finale di Champions contro gli inglesi: “Non sono sorpreso della loro vittoria in Premier, l’hanno meritata. Quella manita non rispecchiava il livello delle due squadre”

Un anno dopo, Luis Enrique rende l’onore delle armi all’Inter. Il 5-0 di Monaco è stato esagerato: “La finale dell’anno scorso ha espresso una superiorità non reale tra Psg e Inter, ma il calcio è così”. Questo ha detto l’allenatore del Paris Saint Germain alla vigilia della finale di Champions 2026, contro l’Arsenal. Luis Enrique va a caccia del secondo successo di fila della squadra francese, il terzo personale, una Champions l’ha vinta con il Barcellona. Psg e Arsenal sono squadre diverse, nonostante siano allenate da due allenatori spagnoli, cresciuti con Pep Guardiola (Luis Enrique ci ha giocato assieme; Arteta ne è stato il secondo al City). “Sì – dice Luis Enrique -, gli schemi sono differenti, così come stati diversi i cammini per arrivare fino a qui. Io non vedo favoriti. L’Arsenal ha meritato di vincere la Premier League, sono stati consistenti. Tutte e due le squadre difendono e attaccano molto bene. La finale si risolverà nei dettagli, nella capacità di restare applicati in ogni momento”. 

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Luis Enrique è orgoglioso dei suoi: “In questa Champions abbiamo dominato tante partite e sofferto in alcuni spezzoni, però abbiamo dimostrato che tipo di squadra siamo. Sappiamo superare i problemi, fronteggiare ogni situazione. Non abbiamo paura e vogliamo goderci questa partita. L’Arsenal lo conosciamo bene, li abbiamo già affrontati”. Terza stagione di Luis Enrique al Psg e seconda finale di Champions: “Forse non mi aspettavo che il mio piano funzionasse così rapidamente, ma con i giocatori e il club che abbiamo è stato più facile. Siamo stati costanti. Quanto alle critiche quando si perde una partita, chi lavora al Psg deve aspettarsele e superarle”. In un video girato durante la festa per il successo in Premier League, Arteta dice ai suoi giocatori che l’Arsenal vincerà anche la Champions. e molti tifosi del Psg pensano che Luis Enrique dovrebbe tappezzare lo spogliatoio con cartelli che riportano quella frase. “Non abbiamo bisogno di motivazioni particolari – risponde l’allenatore del Psg -, la finale di per sé una motivazione potentissima. Sono strategie che non ci devono toccare (si riferisce alle dichiarazioni del collega rivale, ndr). Noi dobbiamo stare concentrati sulla partita e basta. Dobbiamo difendere il titolo e questo già di per sé è una cosa forte”.

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Ousmane Dembelé per la Champions e per il Pallone d’oro. In tutte e due i casi sarebbe un bis, la seconda volta di fila sia per la coppa sia per il premio al miglior giocatore al mondo: “I trofei individuali vengono dopo, prima contano le vittorie di squadra. Penso alla finale di domani e basta. Il Pallone d’oro del 2025 non ha cambiato il mio modo di essere e di giocare, però, è chiaro, le responsabilità sono aumentate”. Dembelé è un’altra persona, rispetto allo scapestrato ragazzino che al Barcellona si ingozzava di cibo spazzatura e passava le notti alla playstation. Oggi parla con pacatezza, è diventato riflessivo. Luis Enrique lo ha reso adulto: “E’ il miglior allenatore che abbia mai avuto, mi ha migliorato nel gioco con e senza la palla. Ho acquisito più esperienza e attorno a me ho compagni fortissimi, il che semplifica tutto”. Nelle ultime settimane Dembelé ha sofferto di problemi a un polpaccio: “Ho recuperato, mi sento al cento per cento. Ho avuto 10-15 giorni per guarire completamente”. Sull’Arsenal: “Hanno vinto la Premier con merito, sono arrivati primi nella classifica unica di Champions. Forti in attacco, forti in difesa, fortissimi sulle palle inattive. Arteta ha svolto un lavoro straordinario. Noi però siamo un gruppo giovane con grandi ambizioni e non vogliamo fermarci. Due Champions di fila…. Sarebbe una cosa storica. Siamo affamati. Non basta vincere una volta, bisogna rivincere”.

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Marquinhos, ex Roma, racconta che suo padre è in viaggio verso Budapest: “E’ uno di quei tifosi che ha scelto di arrivare qui in macchina. Dobbiamo vincere per loro, per la nostra gente. Io voglio riprovare le sensazioni di un anno fa a Monaco, dopo la vittoria contro l’Inter. Una volta che hai assaporato il gusto di un trionfo tanto grande non puoi che pensare al bis. Anzi, forse la spinta è più forte”. Poi l’elogio di Luis Enrique: “La sua filosofia e la sua strategia funzionano. Convince i giocatori con i fatti, non soltanto con le parole. Ci prepara tatticamente, fisicamente e mentalmente. Gestisce bene gli allenamenti e i periodi di riposo e di scarico. Un allenatore di altissimo livello, speriamo che resti qui a lungo”.