di
Chiara Corradi

I tre ragazzi sono indagati a vario titolo per violenza o minacce aggravate nei confronti del personale scolastico nell’esercizio delle proprie funzioni: hanno 17, 16 e 15 anni. L’avvocata di uno dei giovani: «Abbiamo depositato un nuovo video, può dare nuova luce al racconto»

I tre ragazzi coinvolti nella rissa con alcuni docenti avvenuta in un parco vicino ad un istituto tecnico di Parma sono indagati a vario titolo per violenza o minacce aggravate nei confronti del personale scolastico nell’esercizio delle proprie funzioni: hanno 17, 16 e 15 anni. Un procedimento avviato d’ufficio, come prevede la legge Cartabia e il decreto sicurezza, poiché i fatti si sono verificati nei pressi di una scuola e hanno coinvolto il personale scolastico. Al più giovane la Procura per i minorenni di Bologna contesta anche le lesioni aggravate dall’uso di arma impropria per aver colpito con la cintura e la fibbia in metallo uno dei professori al torace. Nei giorni scorsi le abitazioni dei giovani sono state perquisite dalla polizia che ha sequestrato i cellulari e l’abbigliamento indossato il giorno della rissa. I tre minorenni sono stati già raggiunti dal provvedimento scolastico di sospensione per trenta giorni. 

Nonostante i professori aggrediti abbiamo deciso di non sporgere denuncia, le indagini quindi proseguono. «Ho passato due ore in questura dove hanno cercato di convincermi a denunciare, mi hanno quasi implorato di farlo; ma l’ho detto e lo ripeto: nessuna denuncia», ha dichiarato uno dei due docenti. Il professore ha anche affermato di non avere subito «alcun danno» e di non ritenere l’accaduto un’aggressione, ma una lite. Dura la risposta del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Vadlitara: «Un’insegnante aggredito che banalizza quanto avvenuto – ha detto il ministro – e che aggiunge di non voler denunciare, non sta compiendo un atto educativo ma sta scardinando il principio di autorevolezza e responsabilità che la scuola deve incarnare». E poi ancora: «Non punire una violenza significa dire ai ragazzi che non c’è differenza tra rispettare le regole ed ignorarle. Da ministro, ma anche da genitore, non posso condividerlo».



















































Il nuovo video: i minuti precedenti la rissa

Ma l’indagine nei confronti dei tre studenti non è l’unica novità odierna. E’ infatti spuntato un nuovo video depositato dall’avvocata Claudia Pezzoni, legale del 17enne indagato, dove si vede quanto successo pochi minuti prima della rissa al parco, davanti alla scuola: «Il professore – spiega l’avvocata – invita i ragazzi a seguirlo nel parco. È lui che dice qualcosa tipo “andiamo di là, lontano dalla scuola”. Non sono i ragazzi che lo rincorrono di punto in bianco. Questo cambia la storia». 

E’ stata anche depositata una denuncia da parte della famiglia del 17enne nei confronti dei professori coinvolti. E non si escludono, nelle prossime ore, denunce anche da parte degli altri due giovani: «Ricordiamoci – afferma l’avvocata – che la verità va cercata sui entrambi i lati. Il video depositato ci porta agli antefatti dell’aggressione e può dare una nuova luce al racconto oggettivo». «Puntiamo a ricostruire il fatto nella maniera più chiara possibile e dimostrare che la condotta dei ragazzi non contiene alcun profilo di rilevanza penale», aggiunge l’avvocata Virginia Oddio, difensore del 16enne. 


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29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 19:58)