di
Aldo Grasso

La conduttrice non si limita a presentare; è l’anima e il collante ironico dell’intera operazione, scritta a quattro mani con Luca Bottura

Ci ha pensato «Splendida cornice» a colmare (in minima parte) il vuoto lasciato da «Techetechete’», quest’ultimo prepensionato perché ormai privo di guizzi creativi (peccato usuale, in questa Rai) e soprattutto incapace di reggere la spietata concorrenza d’ascolti con i pacchi di «Affari tuoi».

Dunque, spazio al meglio del varietà culturale di Rai3. Sarebbe ingiusto sostenere che questa sia stata la puntata più riuscita della stagione — per forza, era un distillato di ottimi precedenti — ma questo è il destino dorato di ogni antologia.



















































Il termine, d’altronde, deriva dal greco anthología: una letterale «raccolta di fiori» (fior da fiore, sussurravano i poeti di un tempo), composta da ánthos (fiore) e dal verbo légein (raccogliere o scegliere).

È la selezione chirurgica dei frammenti più significativi. In questo modo si azzerano i tempi morti, si asciuga la narrazione e si concede il palcoscenico solo alla purezza della performance: lo spettacolo nella forma dell’aforisma.

Bisogna poi ammettere che il «best of» rappresenta la perfetta sintassi della frammentazione contemporanea, una miniera d’oro per i social network. A chi interessa più il contesto, d’altronde? Non sarebbe forse più pratico liquidare I Promessi Sposi in tre sole pagine di citazioni memorabili su Instagram?

Con l’intelligenza artificiale, poi, tutto diventa possibile: persino invitare Gianni Agnelli, Maurizio Costanzo o Philippe Daverio a tessere dall’aldilà le lodi di Geppi Cucciari. Lodi che, sia chiaro, la conduttrice merita per intero. Geppi non si limita a presentare; è l’anima e il collante ironico dell’intera operazione, scritta a quattro mani con Luca Bottura.

Con la sua satira tagliente e la capacità di decostruire l’intellettualismo da salotto, tiene insieme mondi inconciliabili con disarmante disinvoltura. In questa felice disarticolazione, continuano a brillare i racconti spaziali di Amalia Ercole-Finzi (ma se non fosse passata da Rai3, il grande pubblico ne conoscerebbe lo spirito?), le digressioni linguistiche di Giuseppe Antonelli e i consigli legali di Ester Viola. La cultura pop ringrazia, il telecomando pure.

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29 maggio 2026