La Nasa ha affidato a Blue Origin di Jeff Bezos il lancio di rover sulla Luna. Il grave incidente può portare a nuovi ritardi il programma Artemis, già più volte slittato in avanti
Dopo la spettacolare esplosione del potente razzo New Glenn di Blue Origin che cosa succederà alle missioni spaziali di Artemis che dovranno riportare l’uomo sulla Luna? L’azienda di Jeff Bezos è tra le più coinvolte nel programma della Nasa e l’incidente avrà senza dubbio ripercussioni importanti sui tempi delle missioni.
Il razzo New Genn è esploso sulla piattaforma di lancio in Florida nella notte tra giovedi e venerdì (le 3 di notte di venerdì 29 maggio in Italia) durante un test statico in preparazione a un lancio programmato per il 4 giugno. Bezos ha subito comunicato su X che tutto il personale ha risposto all’appello, che non ci sono feriti e tutti sono in salvo.
Non si conoscono ancora le cause dell’anomalia durante la fase di accensione che ha portato all’enorme esplosione, ma il patron di Amazon si è affrettato a sottolineare che «dopo una giornata molto difficile ricostruiremo tutto ciò che necessita di essere ricostruito e torneremo a volare. Ne vale la pena». Ma le cose non saranno così veloci.
We experienced an anomaly during today’s hotfire test. All personnel have been accounted for. We will provide updates as we learn more.
— Blue Origin (@blueorigin) May 29, 2026 ” style=”min-height:200px”>
I gravi danni alla piattaforma di lancio
Il test cosisteva nell’accensione dei sette motori dello stadio di propulsione, mantenendo il razzo ancorato alla piattaforma di lancio. Una procedura di routine. Ma sulla parte laterale del razzo hanno cominciato a propagarsi le fiamme causando una gigantesca esplosione che ha avvolto la piattaforma di lancio. Il booster è andato distrutto, ma il fuoco ha gravemente danneggiato la piattaforma di lancio 36 (LC-36) della stazione spaziale di Cape Canavaral: si tratta dell’unica piattaforma di lancio di cui dispone Blue Origin per il suo razzo di 98 metri New Glenn. I tempi di riparazione e ricertificazione potrebbero richiedere mesi, come accadde nel 2016 quando un Falcon 9 di SpaceX esplose durante una prova a terra a Cape Canaveral, tenendo fermi i lanci per oltre un anno.
Le ripercussioni sul programma Artemis
L’incidente arriva in un momento particolarmente delicato per la Nasa. Il New Glenn è diventato un pilastro del programma Artemis, il piano americano per il ritorno dell’uomo sulla Luna: New Glenn è infatti il razzo vettore della Blue Moon di Blue Origin, uno dei due veicoli privati (insieme alla Starship di SpaceX ) che la Nasa ha selezionato per far atterrare gli astronauti sulla Luna nell’ambito del programma Artemis.
Solo pochi giorni fa, il 26 maggio, la Nasa aveva annunciato nuovi contratti a Blue Origin per il trasporto entro il 2028 di rover lunari, che dovranno essere pilotati dagli astronauti nelle missioni Artemis 4 e 5: sono fondamentali per la costruzione della futura Moon Base nei pressi del polo sud della Luna. Inoltre il Blue Moon Mark 1, il prototipo del modulo di atterraggio lunare era atteso sulla rampa di New Glenn nell’autunno 2026 per il lancio. E ora?
Con la distruzione della piattaforma di lancio, Blue Origin potrebbe non essere neppure in grado di partecipare alla prossima missione lunare della Nasa, Artemis 3, il cui lancio è previsto nel 2027 (a giorni sarà comunicato l’equipaggio) per consentire agli astronauti di esercitarsi nell’attracco della capsula Orion con i moduli di atterraggio di Space X e Blue Origin rimanendo in orbita terestre.
Il commento della Nasa
«Il volo spaziale è spietato e sviluppare nuove capacità di lancio per carichi pesanti è straordinariamente difficile» ha commentato su X l’amministratore della Nasa, Jared Isaacman. «Collaboreremo con i nostri partner per supportare un’indagine approfondita su questa anomalia, valutare l’impatto a breve termine sulla missione e tornare a lanciare razzi. Forniremo informazioni su eventuali ripercussioni sui programmi Artemis e sulle basi lunari non appena saranno disponibili».
NASA is aware of the anomaly that occurred tonight at Launch Complex 36 involving Blue Origin’s New Glenn rocket at Cape Canaveral Space Force Station. ⁰⁰Spaceflight is unforgiving, and developing new heavy-lift launch capability is extraordinarily difficult. We will work with…
— NASA Administrator Jared Isaacman (@NASAAdmin) May 29, 2026 ” style=”min-height:200px”>
Le altre missioni di New Glenn
Il New Glenn ha volato tre volte finora con un bilancio misto: successo parziale al debutto nel gennaio 2025, pieno successo alla seconda missione (con anche il recupero del booster), e un terzo volo ad aprile 2026 quando il satellite per le comunicazioni Blue Bird 7 è stato immesso a un’orbita inferiore a quella prevista a causa di una spinta insufficiente dovuta a una perdita di propellente e si è disintegrato nell’atmosfera. I lanci erano stati sospesi fino al termine dell’inchiesta. Ora, con la rampa fuori uso, i lanci potrebbero fermarsi per un periodo ancora più lungo, tanto che Blue Origin potrebbe valutare di passare direttamente alla versione potenziata New Glenn 9×4, con nove motori al primo stadio e quattro al secondo, piuttosto che ricostruire l’attuale configurazione 7×2.
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29 maggio 2026 ( modifica il 30 maggio 2026 | 10:14)
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