La tesi della scorciatoia matrimoniale viene rispedita al mittente. Nel salotto digitale di Giulia Salemi, Non lo faccio per moda, Flora Canto affronta subito il pregiudizio più comune: quello di essere agevolata nel lavoro perché moglie di Enrico Brignano. Una tesi respinta con un pizzico di sarcasmo, spiegando che la realtà dei fatti è molto diversa dalle insinuazioni del pubblico.



Il jolly speso al ristorante

«Mio marito non ha il potere di farmi lavorare, lo dico serenamente», chiarisce l’ex volto di Tale e Quale Show, specificando che l’influente consorte non gestisce i palinsesti televisivi o le produzioni teatrali, altrimenti non avrebbe esitato a sfruttare l’occasione. L’unico reale vantaggio del cognome noto, a quanto pare, si limita alla gestione della quotidianità e alle prenotazioni nei ristoranti affollati. Un piccolo privilegio che il mattatore romano definisce ironicamente come l’utilizzo del “jolly” familiare.



Le accuse di mobbing

Dal privato alle spigolosità del mestiere. Il tono dell’intervista cambia quando Giulia Salemi tocca il tema della complicità tra donne nel mondo dello spettacolo. Canto mette da parte la retorica del mutuo soccorso e descrive un ambiente lavorativo rigido e tutt’altro che accogliente, ricordando le ostilità subite all’inizio del suo percorso da parte di una collega anagraficamente più matura. «Una comica fece mobbing nei miei confronti», rivela lei, descrivendo un trattamento tutt’altro che amichevole sul set di una vecchia trasmissione televisiva.

Un atteggiamento inatteso da parte di una figura con maggiore esperienza, dalla quale ci si sarebbe aspettati semmai un ruolo di guida o di tutela.

Il nome sospetto

I conti si saldano durante il gioco della torre proposto dalla padrona di casa, un meccanismo nato per escludere o salvare i volti noti del piccolo schermo. Nel valutare le varie professioniste della satira, la selezione si restringe progressivamente. Se verso figure come Paola Cortellesi o Valeria Graci il giudizio è di assoluta stima e amicizia, la reazione cambia quando viene pronunciato il nome di Geppi Cucciari: «Geppi proprio no». Davanti a un rifiuto così categorico, Giulia Salemi fiuta subito l’attrito e chiede esplicitamente se la responsabile delle vecchie umiliazioni sia proprio tra i nomi della lista. La conferma arriva con poche parole: «Potrebbe esserci».




Ultimo aggiornamento: sabato 30 maggio 2026, 14:25





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