di
Davide Soattin

La donna aveva 50 anni. È stato l’uomo, 52 anni, a chiamare i soccorsi. Alcuni vicini parlano di frequenti litigi tra i due, l’ultimo ieri quando sarebbero state udite urla provenire dall’abitazione

Tragedia nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 maggio nel quartiere Barco, a Ferrara, dove una donna di 50 anni, Samanta Zironi, è stata trovata senza vita all’interno dell’appartamento in cui viveva con il marito, con una ferita da coltello da cucina al torace, vicino al cuore. Per quanto accaduto è stato fermato il coniuge, Vladimiro Lombardi, 52 anni, ferrarese, ora gravemente indiziato di femminicidio. L’allarme è scattato intorno alle 3 del mattino in un appartamento di edilizia residenziale pubblica (Erp) situato al primo piano di un condominio al civico 25 di via Gatti Casazza. Lei casalinga, lui addetto come lavapiatti nella mensa aziendale del petrolchimico: a detta di molti vivevano in una situazione di disagio economico e sociale. Secondo quanto ricostruito finora, sarebbe stato lo stesso uomo a contattare il 118 per chiedere aiuto, facendo pensare a un possibile suicidio. Avrebbe detto di aver trovato il corpo senza vita della donna in camera da letto con indosso solo gli slip, senza sapere cosa fosse successo.

Tracce di sangue solo nella camera da letto

Quando i sanitari sono arrivati per la donna non c’era già più nulla da fare. Insieme ai soccorritori sono intervenuti anche gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Ferrara, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti all’interno dell’abitazione e proceduto al fermo del marito. Tracce di sangue sono state trovate esclusivamente nella camera da letto dei coniugi, mentre il resto dell’appartamento era in ordine. Le indagini sono tuttora in corso per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti alla tragedia, soprattutto per individuare il movente del delitto. Trasferito negli uffici della Questura, Vladimiro Lombardi è stato interrogato dal pubblico ministero di turno Ombretta Volta, alla presenza del suo difensore d’ufficio, l’avvocato Gianluca Paparella.



















































L’uomo trasferito in carcere 

L’uomo non ha confessato, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nelle prossime ore il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ferrara sarà chiamato a pronunciarsi sulla convalida del fermo, mentre nella serata di sabato 30 maggio il 52enne è stato trasferito nel carcere di via Arginone. I vicini raccontano di una coppia che non aveva mai creato problemi nei rapporti condominiali. Al contrario, data la situazione di fragilità in cui vivevano, chiedevano talvolta piccoli aiuti e i residenti erano sempre disponibili a offrirglieli. Sempre i vicini li descrivono come persone tranquille, sebbene alcuni riferiscano di frequenti litigi tra i due. L’ultimo sarebbe avvenuto ieri intorno a mezzogiorno, quando sarebbero state udite urla provenire dall’abitazione.


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30 maggio 2026 ( modifica il 30 maggio 2026 | 19:05)