Roma, 30 maggio 2026 – Anche la Russia, in risposta ai successi di Kiev, ha dato il via alla modernizzazione dei suoi droni, e su tutto alla strategia di utilizzo che ora punta alla tecnologia Ai di gestione di sciami di velivoli a guida autonoma, hanno denunciato esperti ucraini.
Esperto: “Sciami di droni più pericolosi dei missili”
Secondo l’esperto militare Anatolii Khrapchynskyi i droni di Mosca possono cambiare rotta durante l’attacco a seconda degli ostacoli e di nuove esigenze. Khrapchynskyi ha spiegato ai media che perché gli sciami di droni sono più pericolosi dei missili. Infatti se i missili da crociera seguono una rotta pre-programmata, i nuovi droni sono in grado di adattarsi in modo flessibile alle condizioni in volo.

In comunicazione tra loro, se i primi colpiti altri cambiano rotta
Ma non sono mandati allo sbaraglio, e alla base non si sa niente. Con l’introduzione della comunicazione ‘mesh’ questi Uav trasmettono informazioni utili tra loro durante il volo e ai centri di comando. Così se i primi droni dello sciame vengono intercettati dalle difese mobili ucraine o dai temibili droni intercettore, che Kiev sta esportando anche in Medio Oriente, viene dato in tempo reale l’allarme all’operatore e a tutti i droni che seguono. A quel punto, spiega l’esperto: “I droni successivi cambiano traiettoria e aggirano proprio quell’area perché lì percepiscono una minaccia”.
Ai nei vecchi Shahed: ora trovano i bersagli in autonomia
Mosca sta modernizzando anche i vecchi Shahed equipaggiandoli con sistemi di intelligenza artificiale e aumentando così il loro potenziale distruttivo. Con l’aiuto dell’Ai gli ormai datati droni kamikaze iraniani, o le loro versioni russe, possono rilevare autonomamente le stazioni radar ucraine o i sistemi di guerra elettronica e quindi di dirigersi verso i segnali emessi per colpirli.
Sciami di droni con ruoli differenti. Non obiettivi prefissati
Khrapchynskyi ha fatto presente che ormai la classica regola di difesa aerea “vedi e distruggi” non serve contro gli sciami di droni. Non si parla più di macchine volanti con obiettivi prefissati, ma di gruppi di droni che hanno una divisione di ruoli fra loro per giungere al successo della missione. Alcuni droni svolgono ricognizioni dirette, altri servono solo come ripetitori di comunicazione, altri sono stati messi a punto per contrastare l’aviazione ucraina che tenta di abbatterli.

Sciame di droni guidato da Ai
Come difendersi? Con difesa intelligente, che sappia chi colpire per primo
Come può allora Kiev difendersi da questi attacchi? Con un “sistema di difesa aerea intelligente”, che sappia distinguere a quali droni sparare per primi, dando la priorità all’eliminazione di quelli che servono da ripetitori, così da far perdere le comunicazioni alla base e la capacità di manovrare, ritrasformandoli in munizioni convenzionali a volo stazionario, più facili da intercettare, ha spiegato l’esperto.