di
Elisabetta Andreis

Dopo l’elefante mostrato da Marracash in Barona e la tigre di Tedua, tocca al rapper emergente, cresciuto nella zona di piazzale Loreto, che canta «Porto un cammello in zona» nella nuova canzone

Il cammello avanza lento lungo la Martesana. Dietro non c’è un circo. Ci sono bambini che corrono per fotografarlo, ragazzi con le videocamere, famiglie ai balconi. Via Padova gli si mette in coda come fosse la cosa più naturale del mondo. 
Dopo l’elefante mostrato da Marracash in Barona e la tigre di Tedua, tocca al cammello del rapper emergente Mowgli CLL. «Porto un cammello in zona», dice la barra della nuova canzone.

Sabato mattina quella frase è uscita dalle cuffie ed è finita in strada. L’animale ha attraversato via Padova fino all’Anfiteatro Martesana per le riprese autorizzate del videoclip e attività aperte alle famiglie organizzate dallo stesso gruppo. Mowgli, il rapper, è nato e cresciuto dietro piazzale Loreto. Le sue radici arrivano dall’Egitto. L’animale attraversa queste strade come attraversano il quartiere le storie di migliaia di famiglie arrivate da lontano e diventate parte della comunità. Passa accanto alle case popolari, alle biciclette, ai monopattini, alle panchine del parco. E nessuno si volta come se fosse fuori posto.



















































La cosa più sorprendente non è stata la presenza di quel cammello. È stata la naturalezza con cui la zona l’ha accolta. Nelle immagini del videoclip un ragazzo lo cavalca con una vecchia maglia dell’Inter. Sullo sfondo scorrono passeggini, ciclisti, ragazzini in scooter. Intanto l’artista Mosa One dipinge un murales con la scritta «C’est la life», tag del gruppo. Attorno si raccoglie un pubblico spontaneo di residenti e curiosi.
Via Padova viene spesso raccontata attraverso i problemi. Sabato mattina ha prodotto una scena diversa: una comunità che si presenta quando uno dei suoi ragazzi porta in fondo una scommessa. «Mandare l’artista in hype», direbbero loro. E per l’incontro e le attività sono arrivati anche don Claudio Burgio e gli ospiti della comunità Kayrós, da tempo in contatto con Davidino e Alyx, tra i promotori dell’iniziativa. L’animale, alla fine, se ne va. Restano i video nei telefoni. E resta l’immagine di un animale del deserto che attraversa Milano e non vorrebbe sentirsi straniero.


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30 maggio 2026 ( modifica il 30 maggio 2026 | 18:00)