Un compleanno da premio Oscar e una bacheca ormai satura di trofei. Paolo Sorrentino spegne cinquantasei candeline sospeso in un limbo perfetto: un passato da record alle spalle e un futuro cinematografico ancora interamente da scrivere, e senza il rischio di ripetersi. Nel carniere del cineasta partenopeo brillano undici lungometraggi, undici visioni mai uguali tra loro, capaci di portarlo sul tetto del mondo con “La grande bellezza” e di fargli fare il pieno di David di Donatello, premi europei, passerelle a Cannes e Nastri d’argento. Finita qui? Nemmeno per idea, perché il futuro del cineasta ha già il passo del primato, con ben nove nomination ai Nastri d’Argento 2026 per l’ultima fatica, “La grazia”, divisa con il socio di sempre Toni Servillo. Ma dove si rigenera la mente quando si spengono i riflettori? Il cordone ombelicale lo tiene legato mani e piedi alla sua Napoli, ma la sua base da vent’anni è la Capitale. Quella stessa Roma a cui, con la sua pellicola da Oscar, ha restituito una devozione globale.
Chi è Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino nasce a Napoli il 31 maggio 1970 e trascorre gli anni della giovinezza tra i quartieri dell’Arenella e di Soccavo. L’adolescenza si interrompe bruscamente a sedici anni a causa della più tragica delle fatalità domestiche: una fuga di gas nella casa delle vacanze si porta via entrambi i genitori. Da quel momento, la malinconia diventa il timbro fisso di ogni sua futura inquadratura. Se il cineasta è ancora qui a raccontarlo, il merito è di un miracolo laico chiamato Diego Armando Maradona: quel fine settimana il ragazzo preferisce restare in città per vedere il Napoli anziché seguire la famiglia. Salvato dal Pibe de Oro e archiviata la pratica del liceo classico, prova a iscriversi a Economia. È una sbandata che dura poco: la passione per il cinema vince sui bilanci e a venticinque anni arriva la sterzata definitiva verso la regia. Il resto è la storia di uno sceneggiatore capace di prendersi il palcoscenico internazionale e di diventare uno dei nomi più acclamati del grande schermo contemporaneo.