Le lacrime di Bezzecchi e il vento che è cambiato 

(Paolo Lorenzi) Emozione e commozione. L’abbraccio del pubblico, immenso e colorato, festoso e rumoroso del Mugello. Le lacrime sotto il casco, appena tagliato il traguardo, coronando quel sogno che inseguiva da bambino. Al Mugello Marco Bezzecchi veniva con la famiglia, attaccato alle reti del circuito per ammirare le imprese dei suoi idoli. «Il ricordo più bello? La vittoria di Rossi nel 2004», aveva detto alla vigilia. Aggiungendo: «Vincere qui sarebbe un sogno». Poi, rivolto alle telecamera e al pubblico che lo ha seguito da casa, dopo la vittoria: «Grazie di cuore, oggi c’abbiamo dato». 

Lo voleva e se l’è preso questo quarto successo di stagione che lo conferma leader della classifica con 17 punti di vantaggio. Battendo l’amico e prossimo compagno di squadra, Bagnaia, che ha resistito al comando per metà gara, per poi cedere anche a Martin. Doppietta Aprilia sul circuito targato Ducati, che qui ha fatto bottino pieno nei quattro anni precedenti, ma che il vento fosse cambiato s’era capito fin da sabato, con la tripletta targata Noale nella gara Sprint. Onore a Bagnaia che ha resistito finché ha potuto, dopo un’ottima partenza, e ha poi abbracciato Marco anche nel retro podio («ma ti rendi conto di che cosa hai fatto? hai vinto al Mugello», gli ha sussurrato).

Ma oggi sul podio poteva finire anche Ogura che all’ultimo giro ha acciuffato il pilota della Ducati, attaccandolo all’ultima curva, buon per Pecco esserne uscito più veloce, perché altrimenti sarebbe stata una disfatta per la casa di Borgo Panigale. Bravo anche l’acciaccato Marquez a resistere, finché ha potuto, nel confronto (anche questa un’appetitosa anticipazione del prossimo anno) a suon di staccate durissime, con il futuro compagno di squadra, Acosta. Ma entrambi hanno dovuto cedere a Ogura e Di Giannantonio.