Rara diagnosi di un male «dimenicato» all’Ospedale Infantile Regina Margherita. La dieta poco varia può portare a dolori articolari, sanguinamenti, debolezza e irritabilità ed è collegabile a disturbi del neurosviluppo»
Mangiare poca o nessuna frutta e verdura può avere conseguenze molto più serie di quanto si immagini. Nei casi più estremi può addirittura portare allo scorbuto, una malattia causata dalla grave carenza di vitamina C che molti considerano appartenente al passato. Eppure è proprio questa la diagnosi formulata dai medici dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino per una bambina di 7 anni.
Che cos’è lo scorbuto
Il caso, particolarmente raro in età pediatrica, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine Evidence, portando all’attenzione della comunità scientifica internazionale il fenomeno della riemersione di una patologia che si riteneva ormai scomparsa nei Paesi occidentali. Lo scorbuto si sviluppa quando l’organismo resta per lungo tempo senza un adeguato apporto di vitamina C, nutriente presente soprattutto in frutta e verdura fresche. La carenza compromette la produzione di collagene, proteina essenziale per la salute di ossa, pelle, cartilagini e vasi sanguigni. I sintomi possono comprendere dolori articolari, sanguinamenti, debolezza, irritabilità e difficoltà a camminare.
Perché sta tornando lo scorbuto
Secondo gli specialisti, l’aumento dei casi osservati negli ultimi anni è legato soprattutto alla diffusione di forme severe di selettività alimentare, con bambini che accettano un numero molto limitato di alimenti ed escludono completamente frutta e verdura dalla dieta. Una situazione che può essere associata anche a disturbi del neurosviluppo, compresi quelli dello spettro autistico. La diagnosi tempestiva effettuata al Regina Margherita ha consentito di avviare rapidamente la terapia e di evitare ulteriori complicazioni. Proprio per il valore clinico e didattico del caso, il team torinese ha deciso di condividerne i dettagli attraverso una pubblicazione scientifica internazionale. «La pubblicazione su una rivista di tale rilievo rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro clinico svolto presso la nostra struttura», ha commentato la professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita. Il caso ricorda come anche malattie considerate “«dimenticate» possano ancora manifestarsi e come un’attenta valutazione delle abitudini alimentari resti uno strumento fondamentale nella pratica pediatrica.
31 maggio 2026
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