di
Monica Guerzoni
Oltre alla parata, Mattarella ha voluto per la prima volta un grande show fuori dal palazzo. Tra gli ospiti Roberto Bolle, Gianni Morandi, Annalisa, Carlo Verdone, Paolo Fresu, Luca Zingaretti, Federica Brignone, Bebe Vio, Alessandro Del Piero e Arianna Fontana
Ci siamo. Tra una manciata di ore la Repubblica italiana compirà 80 anni e sarà festa grande. Non solo la tradizionale parata militare organizzata dal ministero della Difesa ai Fori imperiali, ma per la prima volta anche un grande show corale e di popolo.
Al posto dell’esclusivo ricevimento dell’1 giugno sera, riservato a ministri, parlamentari e nomi della cultura, del giornalismo e dello spettacolo, Sergio Mattarella ha voluto un evento sulla piazza del Quirinale. La scelta di traslocare fuori dal palazzo che fu dei papi e dei re rappresenta, anche simbolicamente, un invito aperto a tutti i cittadini italiani. Perché tutti, incollati alla diretta tv o ai maxischermi in cento Comuni, possano sentirsi protagonisti.
«La Repubblica siamo noi, ciascuno di noi», ha detto il capo dello Stato nel discorso di fine anno ed è su quelle parole che gli spin doctor del Colle hanno costruito il copione. Lo spettacolo (sponsor Siae), che sarà trasmesso in diretta alle 21 su Rai1, si intitola I volti della Repubblica, come l’iniziativa social del Quirinale. E vedrà alternarsi sul maxi palco quirinalizio, senza cachet, artisti come Roberto Bolle, Gianni Morandi, Annalisa, Cecilia Bartoli, Carlo Verdone, Paolo Fresu, Luca Barbarossa, Flavio Insinna, Giuliano Sangiorgi, Francesco Pannofino, Luca Zingaretti, Massimo Popolizio. Ci saranno atleti di ieri e di oggi, del calibro di Federica Brignone, Bebe Vio, Alessandro Del Piero, Arianna Fontana, Beppe Bergomi, Abdon Pamich.

Tante le donne, da Carolina Crescentini a Cristiana Capotondi. Il maestro Leonardo De Amicis dirigerà i giovani talenti dei conservatori di musica. Paola Cortellesi reciterà un monologo dedicato al 2 giugno del 1946 e al primo voto delle donne. Maurizio de Giovanni ha scritto un dialogo tra un soldato tornato dalla guerra, Cesare Bocci, e una ragazza, Marta Gastini, la quale gli racconta in quattro scene l’Italia di quegli anni.
Quelli che viviamo sono funestati da guerre e ingiustizie, eppure Mattarella è convinto che le radici della Repubblica e della nostra democrazia siano solide e ci consentano di guardare al futuro con fiducia e speranza. Con questo spirito il capo dello Stato aprirà stamattina i giardini del Quirinale ai disabili e ai fragili, ascolterà il concerto offerto ai diplomatici e terrà come ogni anno un breve discorso: dodici mesi fa condannò con forza sia l’uso da parte di Israele della fame come arma di guerra a Gaza, sia il prepotente ritorno dell’antisemitismo.
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La giornata di domani si aprirà con l’omaggio del capo dello Stato e delle alte cariche all’Altare della Patria e con la parata militare ai Fori. «80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese», è lo slogan del ministero della Difesa per una data che segna «il riconoscimento di un percorso collettivo» che ha portato «ottant’anni di democrazia, libertà, diritti, crescita civile e coesione nazionale».
Le parole d’ordine scelte da Guido Crosetto riecheggiano quelle che Mattarella scandisce da mesi e che domani sera saranno recitate in piazza del Quirinale, davanti a 2.700 ospiti: la premier Meloni, i presidenti Fontana e La Russa, ma anche personalità della società civile, come 200 liceali maturandi e alcuni «eroi» nominati da Mattarella.
Alle 18.50 su Rai1 il presidente dialogherà con dieci giovani, otto under 35 e due studenti del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, periferia di Roma.
Intanto sul sito del Quirinale piovono video, perfetti sconosciuti e volti noti. Per il tennista Matteo Berrettini la Repubblica è «unione, voglia di lavorare insieme come una squadra, per la nostra nazione e per un bene superiore».
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1 giugno 2026 ( modifica il 1 giugno 2026 | 10:03)
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